Busto Arsizio – «Sul Cortiletto non ci fermiamo»

La Prealpina - 30/03/2020

– «Il coronavirus non fermerà il nostro sogno». Alessandro Colombo è l’imprenditore bustese che da tempo progetta di dare nuova vita al Cortiletto, ovvero la piazzetta di via Cavour che fino all’inizio degli anni ‘90 era il cuore pulsante della vivacità bustocca, ma che da allora si è avviato al lento declino e al progressivo svuotamento. La società che lui ha creato con socio Davide Ferrario – ovvero la Mavala srl – da tempo ha le idee chiare sul modo in cui rilanciare quello spazio, creando una piccola cittadella del food di alta qualità. Proprio a inizio marzo, quando l’emergenza sanitaria si è abbattuta sulla Lombardia, stavano per arrivare le ultime autorizzazioni da parte del Comune, proprietario dell’immobile sul quale aveva lanciato una manifestazione di interesse aperta ai privati. «Ancora una volta – spiega Colombo – come era già capitato due anni fa, si è creato un intoppo. Allora era una mera faccenda burocratica, ora chiaramente dipende da una pandemia mondiale che nessuno poteva prevedere. Ma sapete cosa vi dico? Noi non ci arrendiamo e siamo pronti ad andare avanti non appena sarà possibile». Certo il covid-19, come conseguenza, ha fatto saltare tutti i tempi previsti per approntare la struttura, cosa possibile attraverso una poderosa ristrutturazione impiantistica che richiede all’incirca due mesi. «Infatti – riprende il fondatore di Mavala – noi eravamo pronti per intervenire in primavera e quindi aprire in giugno. Invece mi rendo conto che non sarà possibile». Ciò, per chi si trova a compiere un investimento in tempi non certo propizi, non è aspetto di poco conto. «Visto che le caratteristiche del Cortiletto lo rendono un luogo molto più bello e frequentabile nei mesi caldi, perdere l’estate è un gran problema, visto che ci sono 50 posti al coperto e un centinaio all’aperto. Ma ormai siamo pronti e non ci va assolutamente di aspettare un altro anno. Se nel giro di due o tre mesi sarà possibile tornare al lavoro, ci metteremo d’impegno anche a luglio ed agosto, per fare l’inaugurazione subito dopo. Che sia settembre od ottobre poco cambia. È importante che la città possa ricominciare a rivivere e non perderemo altre occasioni». Per quello che riguarda il progetto, ormai l’occupazione dei due lati commerciali della piazzetta interna del Cortiletto (che manterrà l’originario nome) è abbastanza definita. Entrando dal portone, sulla sinistra sarà allestita una sorta di scuola di cucina con annesso ristorante, in grado di ospitare una cinquantina di posti a sedere. Di fronte, invece, ci saranno gli spazi più propriamente da bar, con tavolini e proposte alimentari di consumazione veloce, ovviamente in stretto collegamento con la parte ristorativa. «Stiamo anche studiando altri inserti, in attesa che arrivi a compimento anche il bando per lo spazio commerciale più vicino all’entrata, dove fino a un anno fa c’era un bar», spiega ancora Colombo. «Se avremo anche quel locale a disposizione, potremo inserire quella famosa pescheria che a Busto è assente da tempo. In generale, comunque, l’idea sarà studiare delle proposte alimentari particolari e fors’anche stagionali: tipo una tartareria, una pasticceria o altre cose molto simili, tutte in grado di arricchire l’offerta». Insomma, le ambizioni non mancano, anche se rimane la grande paura che l’epidemia cancelli la volontà di andare avanti. «Ma noi – conclude Colombo – abbiamo tutte le intenzioni di proseguire. Il sogno di far rinascere il Cortiletto stavolta lo vogliamo realizzare. Nonostante tutto».