Busto Arsizio Sotto i portici il record di furti

La Prealpina - 09/01/2018

La zona pedonale è a un tiro di schioppo. Ma a cinquanta metri dal salotto buono, sembra di essere nella terra di nessuno. Per meglio dire, nella terra dei ladri. Lo sanno bene i negozianti che vivono la loro avventura commerciale sotto i portici del primo tratto di corso 20 Settembre, nel prolungamento di piazza Garibaldi. Di qua e di là rispetto alla carreggiata, gli ultimi mesi sono stati terrificanti.

Natale di razzie

Basta chiederlo ai commessi di Alcott, negozio di abbigliamento che s’affaccia sul semaforo che incrocia con viale della Gloria. Lì i capi in vendita non costano tanto, al massimo 40 euro, ma in un biennio di attività sono state almeno cento le situazioni certificate in cui la merce è stata rubata. Talvolta facendo saltare la piastra antitaccheggio nel camerino, durante le festività con più spicce fughe con la merce in mano, appendino compreso, infischiandosene dell’allarme che suonava all’impazzata. E in un caso, quando il commesso si è messo alle calcagna del ragazzotto manolesta, non è rimasto altro da fare che lanciare il giubbotto all’inseguitore.

Serie da primato

«Ormai non sappiamo più che fare, in un paio di anni è successo di tutto», spiega Daniela D’Emilio, che cura legalmente gli interessi del negozio di famiglia. «Se ne inventano di ogni genere, non si curano delle telecamere che abbiamo piazzato ovunque. Nei camerini troviamo le placche anti-tacheggio strappate dai vestiti o tolte con la strumentazione tascabile». Ormai i titolari hanno dato un ordine perentorio ai dipendenti: «Vista l’incidenza di queste situazioni non vogliamo che si corra dietro a qualcuno o che ci si comporti da eroi. Meglio stare calmi e poi chiamare polizia e carabinieri, visto che ci sono diversi casi in cui i responsabili sono stati presi, tanto che nei prossimi mesi ci saranno processi per i furti che abbiamo subito».

I precedenti delle spaccate notturno

Ma se il punto vendita dell’abbigliamento giovane è da sempre nel mirino, non pare andar meglio ad altri esercizi della zona. Negli ultimi tre mesi sono già stati messi a segno due colpi notturni e non è detto che ne siano capitati altri, di cui le vittime hanno preferito non fare pubblicità. Di certo è avvenuta un’incursione al Bar Franco, con una banda di malviventi che ha sfondato il vetro della porta blindata e ha distrutto la cassa per portarsi via i pochi contanti a disposizione, lasciando però alle spalle danni ingenti. Stessa tecnica usata poche settimane dopo per derubare a negozio chiuso il punto vendita di camicie 111 (gestito dalla mamma del vicesindaco Isabella Tovaglieri), sotto il porticato opposto, anche se in quel caso una volante passava da quelle parti e i poliziotti sono riusciti ad arrestare uno dei due autori dello scasso. Così l’allerta è da tempo molto alta.

Ci vuole più sicurezza

Ecco allora che si leva la lamentela degli esercenti nel mirino della microcriminalità. «Purtroppo non sappiamo più come comportarci – illustra D’Emilio – visto che anche in pieno centro succedono cose del genere, per una sequenza davvero inaccettabile. È necessario aumentare i controlli e potenziare l’illuminazione, perché davvero in questa maniera non è possibile andare avanti. Si lavora nell’insicurezza più totale e nessuno si fida più a restare da solo la sera, proprio per il ripetersi di situazioni molto preoccupanti».

«Il Comune come sempre dorme»

Nella zona si trova anche l’ufficio della Voce della Città, da cui Audio Porfidio lancia i suoi strali: «La città è in balia dei criminali e il Comune, invece di usare la polizia locale per pattugliare il territorio, la usa per far cassa. Vergogna».