Busto Arsizio Si parla di Sea, il Consiglio diventa bollente

La Prealpina - 28/09/2017

In una serata d’assise condizionata dalla questione rimpasto, la carne al fuoco è stata comunque tanta. In ballo c’era il bilancio consolidato, il documento programmatico del prossimo triennio, una serie di modifiche regolamentari della polizia locale e in primis la definizione delle strategie delle partecipate.

Proprio quest’ultimo punto ha riacceso la miccia estiva legata alla vicenda Sea, ovvero a quella decisione del Comune di mettere in vendita le sue pochissime quote azionarie nella società aeroportuale (lo 0,05 per cento del totale) che ha scatenato lo sdegno di una larga fetta della politica di maggioranza e opposizione, pronta a denunciare come assurda l’uscita da un ente che poggia le basi sull’originaria aerostazione costruita da molti bustesi, prima che si sviluppasse la Malpensa internazionale arrivata sino ai giorni nostri. Quell’operazione, che avrebbe portato nelle casse pubbliche 600mila euro, ma venne bloccata dopo tre settimane di dibattito serrato. E l’altra sera, appunto, si è tornati a battere sul chiodo. Ad accendere la sfida è stato Gianluca Castiglioni, capogruppo di Busto al Centro, che ha rivendicato il ruolo avuto dal suo coordinatore Gianfranco Bottini, fra i primi a gridare allo scandalo: «In piena estate è scoppiata questa bomba, se qualcuno non avesse detto qualcosa, si sarebbe conclusa la vendita, alla faccia dei tanti imprenditori che molti anni fa avevano messo denaro e volontà per far decollare l’aeroporto di Busto Arsizio». Ad incalzare la giunta è stato anche Massimo Brugnone del Pd: «Io vorrei capire dal sindaco cosa lo avesse portato a decidere di vendere le quote. Non credo si sia svegliato la mattina e gli sia venuta l’idea».

Stoccate a cui Emanuele Antonelli ha deciso di rispondere partendo al contrattacco: «Sappiate – ha detto rivolgendosi ai banchi dell’opposizione – che non è merito vostro se l’operazione è stata bloccata. Faccio autocritica se ho sbagliato i metodi nel discuterne, ma ricordatevi che nei verbali di commissione era scritto, è tutto documentato, c’eravate anche voi e non avete obiettato nulla». E ancora: «In maggioranza è maturata una volontà comune di rilanciare questa partecipazione e sono stato ben lieto di acconsentire a bloccare l’asta». Ma se lui aveva messo nel mirino i 600mila euro offerti dal privato, un motivo c’era: Finché il governo ci scippa i soldi, io in qualche modo li devo trovare per mandare avanti il Comune. Di questa somma faremo a meno, ma la responsabilità politica è di chi guida il Paese».