Busto Arsizio Senza privati, stop al Palaghiaccio

La Prealpina - 09/01/2019

Se il privato non si facesse avanti, il Comune potrebbe pensare di procedere da solo ma a quel punto non riusciremmo a realizzare con le nostre forze l’impianto di pattinaggio sul ghiaccio».

Reduce dalla lunga riunione di lunedì, servita a fare il punto sulle opere pubbliche del 2019 appena iniziato, Emanuele Antonelli riflette sull’area del Palaghiaccio. L’investitore non si sta facendo vivo da tempo e il sindaco inizia a credere che potrebbe non farsi sentire del tutto.

Il Palaginnastica segue una strada certa, già ben tracciata. È il colosso di cemento armato che va assolutamente risanato e deve trovare quel completamento che si attende ormai da dieci anni.

La realizzazione potrebbe essere garantita dal Comune, ma si perderebbe (a causa della carenza di risorse) una parte importante del progetto complessivo, ovvero il palazzetto del ghiaccio che, nel fantasma di cemento, non potrebbe più essere realizzato.

Progettazione

«Il Palaginnastica va avanti per conto suo – spiega Antonelli – Un primo ricorso è stato ritirato e ora uno studio di professionisti di Torino ha vinto l’appalto per la progettazione. Servirà un mese per l’assegnazione definitiva e poi dovremo controllare i disegni insieme al Coni. Infine, potremo indire un bando europeo per la costruzione: chi proporrà il prezzo migliore e garantirà alcuni aspetti fondamentali potrà creare il Palaginnastica che Busto attende e che Pro Patria Ginnastica saprà gestire. In quell’ambito sposteremo il museo ciclistico ora al Museo del Tessile».

Mostro imbarazzante

Quel che preoccupa il sindaco è mantenere in vita l’idea di affiancare un bar e un ristorante agli impianti da far nascere nel vecchio scheletro di cemento. «La struttura esterna va modificata e all’interno avremo campi di varie specialità – chiarisce – Dobbiamo dare un’immagine nuova e funzionale a quella cosa imbarazzante che ci troviamo davanti da troppo tempo. Immagino uno spazio polifunzionale con struttura che permettano l’aggregazione delle persone».

Punto vendita

Il mega progetto all’esame di investitori privati comprende anche una struttura commerciale di medie dimensioni, pari a 1500 metri quadrati. «Mio obiettivo primario, se i privati non si facessero vivi, è sistemare in modo decente l’esistente e fare in modo che proceda il Palaginnastica – dice Antonelli – L’idea di avere uno spazio commerciale e magari anche uffici da affittare a studi medici per 25/30 anni non va del tutto cancellata: se per quella porzione si trovasse un privato, potremmo chiedergli in cambio un aiuto per sistemare il palaghiaccio mai completato. L’imprenditore o la società dovrebbe mettere in campo almeno un milione. In cambio della concessione potrebbe dare al Comune 2/300mila euro, essenziali per procedere. Salterebbe la pista di ghiaccio, ma potremmo creare skate park, campi di calcetto, di basket, un bar con tavolini all’aperto, luoghi di aggregazione. Al momento non c’è nulla di certo, ma tecnicamente i passaggi delineati potrebbero essere fattibili».

Il quartiere di Beata Giuliana potrebbe finalmente contare su impianti sportivi di un certo rilievo e il “mostro” di cemento cambierebbe volto.