Busto Arsizio Renzi: «Nella vostra città i frutti del mio governo»

La Prealpina - 16/11/2017

Il treno “Destinazione Italia” ieri ha fatto tappa a Busto Arsizio. Matteo Renzi, in tour ferroviario nel Paese, illustre passeggero del convoglio organizzato dal Partito democratico, si ferma un’ora o poco più.

Stringe mani, firma autografi, visita il laboratorio IdeaLab ai Molini Marzoli, ride, sorride, argomenta, ascolta e risponde. Ma non parla di politica. Neanche una parola nel mezzo della bufera che avvolge il centrosinistra; scelta precisa questa di evitare commenti che farebbero la gioia dei giornalisti al seguito, però rischiosi per il lavoro di ricucitura intrapreso da Piero Fassino per conto del segretario dem con la sinistra più a sinistra del Pd. Per trovare qualcosa di “politico” bisogna tornare a Bergamo, dove, in mattinata, Renzi ha incontrato Giorgio Gori, candidato alla presidenza della Regione. «E’il miglior candidato possibile: se fossi Roberto Maroni mi preoccuperei», dice l’ex premier avallando la corsa del primo cittadino bergamasco per Palazzo Lombardia. Il resto è ordinaria amministrazione, anzi marketing, o giù di lì.

Renzi, come dichiara Alessandro Alfieri, segretario regionale dem, fa opera di ascolto del territorio. «Un buon lavoro per confrontarsi e capire quanto le riforme del Governo hanno impatto reale e positivo». Ma sul treno in viaggio da Milano Lambrate verso Busto, incontra proprio Alfieri e Samuele Astuti, segretario Pd del Varesotto. Discutono fitto per un bel po’. Di che cosa? Supposizione: di elezioni e candidature, delle trappole che il Rosatellum riserva al partito nei collegi uninomali del Nord. Faccia a faccia anche con i giovani dem di Varese poi, finalmente, Busto.

L’accoglienza è calorosa, ma sono quasi tutti militanti. Si sente da lontano qualche imprecazione, ma è roba isolata, che non fa testo. Ai Molini Marzoli a ricevere Matteo Renzi c’è Emanuele Antonelli, il sindaco del centrodestra. Simpatico e con un sottofondo polemico il siparietto che ne viene fuori: «Benvenuto», esordisce Antonelli. E subito dopo: «Quando sarai premier verrò a Palazzo Chigi a chiederti i soldi per il mio Comune, come hai fatto tu con Berlusconi quando eri sindaco di Firenze». Risposta: «Vieni pure, ti riceverò volentieri. Ma io non posso incontrarti nella Villa di Arcore, sappilo». Di politica, Renzi fa cenno indiretto nell’elogiare l’impegno del laboratorio IdeaLab, esperienza innovativa tra istituti scolastici che provano a fare rete. Un accenno autoreferenziale per dire che il provvedimento per la “buona scuola”, varato al suo Governo, ha dato frutti proprio a Busto. «IdeaLab – spiega Samuele Astuti – è una delle eccellenze della nostra provincia. È tra i progetti fondamentali per affrontare il problema della disoccupazione giovanile a monte e guardare al futuro con più ottimismo». Scontato l’entusiasmo del segretario dem. Da capire quello di alcuni maggiorenti del Pd. Qualcuno di loro sembra perplesso, aggrotta la fronte e alle nostre domande si dà alla macchia. Segnale che non ha bisogno di approfondimenti. A salutare Renzi c’è anche Davide Galimberti, sindaco piddino di Varese. I due si abbracciano. In serata arriva la dichiarazione di Maria Chiara Gadda, deputata di fede renziana, sicura ricandidata alla Politiche: «Con il treno “Destinazione Italia” il Pd ha intrapreso un viaggio per ascoltare il territorio partendo dalle tante realtà produttive, associative, culturali. La visita di Renzi a Busto è un segno di attenzione a tutto il territorio varesino, dimostrato in questi anni anche da numerosi esponenti del Governo». Se non si fosse capito, la campagna elettorale è cominciata. Anche giù dal treno di Renzi.