Busto Arsizio Piazza San Michele al buio«È pericolosa, siamo stufi»

Sono preoccupati e delusi. Più precisamente «siamo stufi marci», come dipinge il quadro Enza Maestrini, l’orefice della zona, a nome di tutti i commercianti – «ma anche dei residenti e più in generale dei frequentatori» – di piazza San Michele, cuore dell’omonimo rione. La storia è nota, la protesta anche, puntuale è pure la mancanza di risposte adeguate.

«Da anni – spiega l’esercente – sottolineiamo la necessità di un’illuminazione che garantisca un minimo di sicurezza nella zona. Invece ad ogni Natale, mentre il resto del centro prova a brillare per celebrare le festività, noi ci ritroviamo in una situazione paradossale e complicata».

E in effetti basta passare dopo un certo orario da lì per fare i conti con la desolazione. Le lampade che dovrebbero illuminare l’area accanto alla chiesa sono in parte guaste e in parte ormai troppo deboli per essere all’altezza della situazione. Uno scenario minaccioso che certo non invoglia a passare da quelle parti, sebbene la zona pedonale del salotto buono disti davvero poche centinaia di metri. «Ma la cosa più deprimente – riprende Maestrini – è che non si tratta di un contrattempo momentaneo. Ogni volta, da anni, imploriamo attenzione, chiediamo un po’ d’ordine. Invece dalle 17 in poi sembra di essere nella terra di nessuno. Passano mille macchine, ma chi ha voglia di farsi una passeggiata a piedi in una zona che pure dovrebbe essere abbastanza invitante?». Ovvio che la conseguenza ulteriore è il calo degli affari per gli esercizi stessi, proprio nel periodo dell’anno che solitamente aiuta a fare incassi che respingano i brutti pensieri legati alla crisi».

Ma è proprio il discorso sicurezza, in ogni sua sfaccettatura, a stare a cuore alle persone. «Non dico un segreto se rivelo la convinzione che in quest’area si stia creando un giro losco, probabilmente di spaccio, certo poco invitante. Ma la piazza che resta al buio provoca anche altre conseguenze, come nel caso di un anziano che pochi giorni fa è inciampato e si è fatto male cadendo. Solo questo dovrebbe bastare per invitare a intervenire presto».

Poi, a monito assoluto, per quanto sia una vicenda di tutt’altro stampo, c’è l’aggressione di due settimane fa a un’ottantaquattrenne ridotta in fin di vita da uno straniero ubriaco. «È successo in via Quintino Sella, cioè qui dietro l’angolo. Neanche questo fa capire a chi di dovere in che situazione di abbandono e degrado ci ha ridotti?».