Busto Arsizio «Pedonalizzare è un’assurdità»

La Prealpina - 16/06/2017

Giorni di test sul campo, di giri cronometrati per districarsi nella nuova viabilità del centro storico e capire se il gioco valga la candela. Alla fine Francesco Speroni – il leghista ex-ministro ed europarlamentare, per anni presidente del consiglio comunale – ha tratto la sua conclusione: «Per spostarsi da un punto all’altro la strada più veloce, quindi meno costosa e meno inquinante, resta quella in linea retta». Principio inattaccabile che immediatamente traduce nella realtà: «Impedire di passare accanto a piazza Santa Maria lungo via Montebello, è controproducente». Ed è inutile opporre la constatazione che pedonalizzare significa puntare a una maggiore vivibilità della città: «C’è chi pensa soprattutto alla vivibilità e chi alla viabilità. Ed io ragiono in primis su quest’ultimo aspetto, trovando assurdo che si continuino ad escogitare strategie per complicare la vita agli automobilisti e ai motociclisti. Lo dico oltretutto da persona poco interessata, perché utilizzo soprattutto la bici».

Mentre lo afferma sa benissimo di affrontare controcorrente la gran parte della maggioranza di centrodestra, ancor più la sua Lega Nord, «però vivo in un movimento democratico e quindi dico la mia, ovvero che le strade sono fatte per circolare e che in centro, da quando è partita la sperimentazione, tutti sono costretti ad ingolfarsi su piazza Manzoni o sul viale della Gloria se vogliono attraversare il centro. A meno che non si voglia affrontare la gimkana dei vicoletti, impraticabile. Ripeto: la linea retta resta la migliore».

Non pensino i negozianti – i quali chiedono di riaprire la piazza – che Speroni lo faccia per loro: «I commercianti sono una voce fra le tante e mi pare che li stiano ascoltando più di tutti. Però bisognerebbe sentire anche cosa pensano i residenti e poi pure gli automobilisti, che sono senz’altro la categoria più numerosa coinvolta in questa faccenda. Più ancopra di chi si siede ai tavolini del bar».

Entro pochi giorni la giunta deciderà come comportarsi, se procedere con l’attuale chiusura al traffico o se tornare al passato. «Non pretendo si faccia come dico io – sostiene l’ex ministro – però che ci sia una sintesi reale degli interessi contrastanti in campo. Inoltre, per favore, non facciamo come l’architetto Augusto Spada che vuole pedonalizzare tutto basandosi sulle piantine del passato. Le vecchie corti non ci sono più e sono arrivati i condomini, quindi bisogna stare al passo coi tempi a meno che lui non voglia demolirli tutti. Personalmente farei un sondaggio fra tutte le parti coinvolte e andrei a vedere da che parte sta la maggioranza. Tutti però vanno sentiti».

Da lui non manca una spruzzata di veleno agli ambientalisti («perché si dicono favorevoli a togliere il traffico e alla fine favoriscono giri più tortuosi e inquinanti») e un paragone con altre città: «Scusate, ma anche in piazza Duomo c’è un angolo della piazza che viene lambito dai mezzi. Lo si fa a Milano e non si può a Busto Arsizio?».

La sfida di Speroni è quindi lanciata: «Si faccia un bell’incontro pubblico, in cui ciascuno possa dire la propria, in modo da capire cosa vuole la gente. Non si può pedonalizzare a casaccio, senza considerare le conseguenze, che sarebbero identiche o forse peggiori se si sbarrasse piazza Garibaldi. Si abbia il coraggio di confrontarsi: se devo rivoluzionare un’autostrada, non vado mica a sentire i lavoratori dell’Autogrill. Forse sono più importanti gli automobilisti che la percorrono».