Busto Arsizio «Pd imbarazzante, non ha vinto»

La Prealpina - 14/06/2017

Vietato parlare di sconfitta. «Anzi, dall’incontro di lunedì con il governatore Roberto Maroni, a uscire vincitrici sono state proprio Busto Arsizio e Gallarate, non Varese», sentenzia Emanuele Antonelli, sindaco bustocco, il quale smentisce «letture della riunione secondo cui la discussione sui soldi del Patto per la Lombardia abbia premiato Varese».

Per meglio dire, è vero che ad oggi l’ipotesi avanzata dal presidente regionale è quella di lasciare comunque tutti i 9,6 milioni di euro alla città giardino per costruire il nuovo teatro di piazza Repubblica, in virtù di un accordo di programma che lui stesso aveva sottoscritto quando a dirigere il Comune capoluogo era il leghista Attilio Fontana. «Tuttavia – irrompe Antonelli – la vera notizia è che noi e Gallarate avremo sicuramente i quattro milioni e mezzo per realizzare la pista ciclabile che unirà in sicurezza i territori, passando davanti al nuovo ospedale. Maroni, che è stato un gentleman, ci ha assicurato che il denaro arriverà, o da altri fondi, oppure togliendolo a Varese».

Già, perché come confermano da Palazzo Lombardia, «quella emersa dal confronto di lunedì è ancora un’ipotesi», per questo a tutti i presenti (i tre sindaci con i loro collaboratori e il presidente provinciale Gunnar Vincenzi) era stato chiesto di mantenere la massima riservatezza sull’argomento. «Noi l’abbiamo rispettato, qualche altro ha voluto spifferare alla Prealpina una bozza, quando ancora tutto è da decidere», prosegue Antonelli. In questo concetto è sostenuto dal collega gallaratese Andrea Cassani che spiega: «Visto che noi del centrodestra abbiamo mantenuto i patti di fine summit e qualcuno del Pd invece no, mi chiedo se Maroni a questo punto sia tenuto a mantenere l’intesa dell’altro giorno. In ogni caso ci fidiamo di lui e sappiamo che troverà la soluzione migliore non per noi sindaci ma per i cittadini che attendono risposte serie dalla politica, ben lontane da quelle che sta offrendo il Pd».

Fatto sta che, in attesa di schiarite su come concretamente si risolverà la faccenda, il Patto per la Lombardia solleva anche un caso politico. Ed è Antonelli a sparare missili in direzione del capoluogo: «Non voglio che passi il messaggio che Galimberti abbia vinto non solo perché non è vero, ma anche perché chi c’era ha visto un comportamento imbarazzante. In pratica ha dimostrato di essersi gettato sulle risorse senza neppure dimostrarsi granché capace. Tant’è vero che ha dovuto farsi accompagnare dal suo segretario regionale Alessandro Alfieri perché sapeva di essere in torto nell’aver fatto la forzatura di prendersi tutti i finanziamenti. Io ho voluto con me i due assessori Alberto Riva e Isabella Tovaglieri perché avevano in mano i progetti presentati, lui invece si è scelto un protettore. D’altronde la vecchia intesa reclamata da Galimberti era stata fatta con un altro sindaco e non capisco perché pretendesse che Maroni – il quale si fidava di Fontana – adesso debba fidarsi di lui». Anzi, proprio questa vicenda «dovrebbe insegnare che il Partito democratico, in questa storia nominato ente capofila, si è preso i 9 milioni che andavano divisi fra tutti senza dir nulla, dimostrando che quando è al potere non lascia nulla agli altri».

Per fortuna, prosegue, «Maroni ha assicurato che comunque avremo i soldi della pista. So che è in azione in queste ore, sicuramente centrerà il risultato, altrimenti sarà Varese a fare un passo indietro. Io stimo il governatore per questo desiderio di fare il bene del territorio senza guardare ai colori politici, però si sta comportando da gentiluomo come io non farei verso chi, come Galimberti, si è atteggiato con prepotenza. E, sinceramente, non so neanche se sarà in grado di spendere al meglio tutti questi soldi». Poi conclude: «Comunque sia ringrazio Maroni per quello che ha fatto e che farà, per il suo stile e perché grazie a lui potremo costruire la ciclabile. Per Galimberti, beh… forse dovrebbe dire grazie anche lui e fare lo stesso con Fontana che strinse quell’accordo. Alla fine dell’incontro mi ha anche detto che, quando passerò per Varese, mi offrirà una cena. Ma lasciamo perdere, noi siamo signori, se mai accadrà preferisco pagare io».