Busto Arsizio Nuova piazza, via i posteggi

La Prealpina -

I parcheggi della discordia di piazza Vittorio Emanuele II, quelli che da settimane infiammano il dibattito per le problematiche estetiche e di sicurezza emerse, saranno tutti quanti cancellati nel giro di pochi giorni.

Lo ha deciso ieri la giunta comunale, valutando le varie criticità e decidendo alla fine di andare oltre la già deliberata diminuzione degli stalli di sosta (scesi da 14 a 6 con la posa delle tanto criticate catenelle). Insomma, niente riduzione, bensì cancellazione totale della possibilità di posteggio, preferendo liberare la piazza da ogni ingombro e propendendo per un futuro fatto di rastrelliere per le bici, panchine e vasoni. Le macchine potranno solo transitare dalla piazza per raggiungere il quadrilatero di via Carducci, ma non si potranno più fermare.

A quanto pare quella assunta dal sindaco Emanuele Antonelli e dai suoi assessori non è stata una scelta facile, viste le diverse sensibilità e pure le variegate esigenze emerse in questi primi mesi di sperimentazione. «D’altronde accontentare tutti non si può – riassume l’assessore alla viabilità Max Rogora – dal momento che fra cittadini e commercianti le richieste e i pareri sono contrastanti e non conciliabili». Così «ne abbiamo discusso in giunta, ognuno di noi ha espresso il suo punto di vista e portato nel dibattito i pareri raccolti, quindi alla fine abbiamo deciso di prendere una decisione drastica, coraggiosa, ma di cui siamo profondamente convinti». Di fatto, illustra ancora l’esponente leghista, «ci siamo convinti che fare cose a metà non avrebbe fatto contento nessuno. Ci siamo detto: piuttosto che lasciare solo sei posti auto, meglio rimetterli tutti e quattordici oppure cancellarli definitivamente. Ha vinto quest’ultima indicazione e quindi nei prossimi giorni provvederemo a riorganizzare le cose».

Come anticipato, oltretutto, «la decisione non avrà impatto neppure sui bilanci dei posteggi Agesp, perché gli spazi a pagamento che non ripristineremo verranno recuperati vicino al municipio. È lì che c’è più esigenza di sosta, mentre nell’altro caso i cittadini dovranno abituarsi a lasciare il mezzo allo spazio Landriani, peraltro gratuito per tutto il mese di dicembre».

Rogora sa bene che la decisione presa – e da ratificare alla prossima seduta – sarà applaudita da qualcuno (ad esempio Diego Cornacchia, che fu il primo a gridare all’orrore per la presenza delle macchine) e contestata da altri. «Eppure – conclude – abbiamo deciso di imboccare una strada precisa, convinti anche che Busto abbia più stalli attorno al centro di altre città simili, come Varese. Vedrete che si rivelerà la soluzione migliore possibile».

Ma restano tanti nodi ancora da sciogliere

Non c’è solo la questione della sosta a tenere banco nella nuova piazza da poco riconquistata e inaugurata con Emanuele Filiberto. Ecco gli altri punti critici da risolvere.

VIABILITÀ: Specie con l’eliminazione dei parcheggi, si rende ora necessario incanalare il traffico in maniera sicura verso via Carducci. Poi c’è anche da delimitare meglio il divieto di transito davanti alla biblioteca, perché deve restare aperto per i mezzi di soccorso ma troppi ci passano liberamente grazie a una transenna spesso spostata a piacimento e all’assenza di telecamere.

FONTANE: Sono in attesa di collaudo per essere finalmente accese. Bisogna verificare che non si siano guastate nel tempo e che anche le pendenze oscillanti della piazza non ne ostacolino l’azione.

ARREDI: Per ora sono comparse solo due panchine provvisorie. Ne arriveranno però altre otto, ma ci vorranno ancora diverse settimane di pazienza. Poi si attendono anche i vasoni delimitatori e pure le rastrelliere per le biciclette.

SICUREZZA: L’illuminazione della piazza è stata accesa, manca però quella della vicina via Borroni. Soprattutto è indispensabile potenziare la videosorveglianza (oggi c’è solo una telecamera davanti alla biblioteca) per evitare che il nuovo centro diventi preda dei vandali. Oltretutto i teppismi ci sono già stati in queste settimane.