Busto Arsizio Non chiamatelo più inceneritore

La Prealpina - 18/07/2017

Finora ha incenerito. Non continuerà a farlo in ogni caso, che cessi le proprie attività e consegni la sigla per cui è ancora conosciuta al passato, oppure che al contrario prosegua la propria missione di smaltimento dei rifiuti. Le tecnologie avanzano e ieri sera, alla sala tramogge dei Molini Marzoli, s’è fatto il punto di alcune punte di diamante di un’economia circolare, grazie ad un convegno organizzato dall’Officina delle Idee.

L’ex sindaco Gigi Farioli, ha ricordato per prima cosa la lungimiranza dimostrata da Busto con la fondazione di Accam: «Oggi, i rifiuti del meridione italiano sono smaltiti in Norvegia a costi allucinanti. In una società dello scarto bisogna capire che il rifiuto è una risorsa. Resta solo da capire come renderlo sostenibile». Prima di lasciare la parola ai relatori, il suo successore Emanuele Antonelli, ha ringraziato per l’organizzazione dell’evento dal momento che «idee e progetti servono sempre e personalmente non ho mai fatto mistero di pensare che Accam sia una risorsa e possa continuare ad esserlo». Altro animatore dell’Officina delle Idee, il senatore Gian Pietro Rossi, dall’altro dei suoi freschi novant’anni, è tornato con la memoria a quando approvò la costituzione di Accam e l’inizio delle sue attività «per risolvere un grosso problema unendo i comuni grandi e piccoli dell’Alto Milanese. Già a metà anni Sessanta, all’Onu lanciarono l’allarme dei rifiuti per la salute del pianeta è una volta non si buttava via niente, neppure la carta da zucchero, che veniva reimpiegata come rimedio per il raffreddore. Adesso invece… Ma questa è la civiltà e bisogna stare al passo. Accam non è nata per incenerire, tutt’altro. Volevamo trasformare il rifiuto in compost per le nostre campagne. Purtroppo non funzionò perché allora la differenziata era ancora da venire e i campi di Borsano erano argentei per il vetro triturato. L’evoluzione riguarda anche il metodo di incenerire. Facile dire chiudere gli impianti, per poi finire come Roma o Napoli. Ora Accam necessita di una scelta», ha concluso Rossi.

Quindi ha preso la parola Luigi De Vecchis, consulente di ingegneria, introducendo il tema della sostenibilità dello smaltimento rifiuti insieme ad uno degli ospiti più attesi, ossia Bob Yackel della americana Merrill Engineering, che ha illustrato un metodo brevettato a bassissimo impatto ambientale. Durante la relazione dell’ospite americano, è stata sollecitata molto la curiosità della platea in particolare del sindaco di Castellanza Mirella Cerini, che è intervenuta anticipando le domande finali. In sostanza, la proposta venuta dagli Stati Uniti, riguarda un impianto di trasformazione del rifiuto residuo rispetto ad una differenziata spinta e integrata alle già famose fabbriche dei materiali, che non comporterà emissioni, per ottenerne acqua, olii e in ultima istanza un combustibile simile al carbone, meno inquinante dell’11 percento, in apparenza una sorta di gomma inodore, fatta girare sugli spalti in un sacchetto.