Busto Arsizio – Market, avanti un altro

La Prealpina - 04/09/2020

Nemmeno la pandemia ha fatto recedere gli investitori dal loro intento.
Tant’è che in questi giorni, approfittando del meteo tornato clemente,
stanno correndo ad altissima velocità i lavori per la realizzazione di un nuovo supermercato cittadino.
Si tratta di un punto vendita del marchio Famila, inserito nella catena di
Maxi Di srl, titolare del lavoro in svolgimento su una gigantesca superficie
di via Palestro, laddove un tempo c’era una fabbrica e dove invece – fra
qualche mese – spunteranno altre corsie e altri prodotti, secondo una consuetudine a cui Busto Arsizio si è dovuta abituare in fretta. D’altronde, una volta che l’intervento sarà ultimato, la città farà i conti con la settima inaugurazione di questo genere avvenuta nell’ultimo triennio, scandita dalla progressiva discesa nei quartieri (in questo caso parliamo di San Michele) di centri di media distribuzione, quindi non mastodontici ma comunque in grado di incidere in maniera forte sul commercio nel territorio. E quello di Famila è un esempio emblematico di come l’ambito bustocco stia vedendo spuntare market e discount a ritmo frenetico,
visto che un Tigros si trova a pochissima distanza, lungo viale Rimembranze, con taglio del nastro avvenuto soltanto pochi anni fa.
È la tendenza del momento, questa, in un Comune che storicamente i supermercati non li aveva mai voluti, al punto da bandirli dagli allora Piani
Regolatori e da far sì che tutti i “giganti” circondassero Busto ai confini, fossero quelli con Olgiate o con Castellanza, oppure con Gallarate, Legnano
e persino Vanzaghello. D’altronde questi investimenti non accadono mai
per caso, bensì in base a studi precisi che ritagliano fette di mercato potenziali. E, nel caso specifico, ha sempre inciso una percentuale: fino al 2018, il 65 per cento dei consumi dei bustesi avveniva fuori dalla città.
Poi qualcosa è cambiato, l’amministrazioneha cominciato a dare il via libera a chi prima non poteva costruire, ed ecco che il numero dei market urbani ha iniziato a lievitare. In verità l’offerta che c’è all’interno è più bassa di quella delle città provinciali di pari dimensioni, proprio perché permane la sovrabbondanza di attività sul perimetro.
Ma tanti ci stanno provando, compreso Famila, fermo restando che
presto a Beata Giuliana – col decollo del progetto ex Mizar – spunteranno
altri insediamenti di questo genere.