Busto Arsizio L’inceneritore resta acceso

La Prealpina - 20/11/2018

L’unico dubbio dipende dal fatto che i protagonisti di un’azione politica sono uomini, con le loro convinzioni e i loro caratteri, talvolta pronti a far saltare il banco contro ogni aspettativa. Senza questa premessa, che carica ancora di attese e prudenze il Consiglio comunale di stasera e l’assemblea dei soci di Accam di domani, la partita sull’inceneritore potrebbe essere data per chiusa.

Accordo raggiunto

D’altronde, sia oggi in ambito bustocco che domani in quello consorziale, il centrodestra si presenta con un faticoso accordo fra Lega e Forza Italia ormai siglato, spingendo con decisione al prolungamento della vita dei forni di Borsano fino al 2027. La convenzione oggi in vigore dice che nel 2021, cioè fra tre anni, l’impianto chiuderà. In due giorni il momento del canto del cigno dovrebbe essere rifissato, con un bonus di sei anni capace di salvare i conti e lanciare la palla un po’ più in là, dando ai favorevoli all’inceneritore tempo e modo di ritoccare ancora le prospettive. Stasera l’assise di Busto darà dunque mandato ad Emanuele Antonelli di presentarsi il giorno dopo in assemblea per votare lo slittamento dell’attività.

Il contentino padano

In questo contesto, il Carroccio locale sta provando ad uscire a testa alta dopo aver puntato i piedi per tener ferma la chiusura al 2021 ma arrendendosi agli ordini dati dalla segreteria provinciale e da quella regionale. Oltretutto anche le ultime parole di Matteo Salvini sul tema dello smaltimento rifiuti, rafforzate da quelle del governatore Attilio Fontana sull’efficienza degli impianti lombardi, hanno tolto ogni margine di manovra ai leghisti più ostinati. Stasera, insomma, arriverà il contentino in una frasetta con cui si dirà che l’inceneritore sarà spento non nel 2027, ma al massimo nel 2027. Sottigliezza lessicale che tra l’altro non piace ad Antonelli, al punto che in queste ore l’emendamento sta subendo un ennesimo ritocco per renderlo digeribile anche a lui.

Il via libera dei segretari

A chiarire comunque che la vicenda è politicamente chiusa sono i portavoce dei due partiti. Il forzista Carmine Gorrasi racconta di «un mese di lavoro e discussione che ha portato all’accordo. Parliamo di “spegnimento” e non di “chiusura”, perché Accam dovrà sviluppare piani per andare avanti a gestire i rifiuti in base a nuove tecnologie. Questo per dire che la società resta una risorsa». In ogni caso «vedo un futuro roseo». Poco diverse le parole del leghista Francesco Speroni: «Non vogliamo il fallimento e, restando convinti che il termovalorizzatore debba essere spento, concediamo questo slittamento al 2027 ma con l’impegno ad accorciare al massimo i tempi».

Grillini delusi

Un passo indietro che mortifica i 5 Stelle. I quali, con accanto un gran numero di associazioni ambientaliste, ancora non demordono e sperano in qualche sussulto personale in seno al Carroccio, o in un pasticcio interno al centrodestra dopo che il sindaco Antonelli si è detto contrario a questa formulazione poco decisa del prolungamento di sei anni. Eppure chi ha lavorato alla trattativa, assicura che non ci saranno scossoni. Claudia Cerini, consigliere comunale, precisa solo che «non abbiamo mai detto che i limiti di emissioni siano superati, ma che Accam è uno degli impianti con i valori più alti in regione».

L’ultima partita

Il passaggio cruciale sarà domani in assemblea dei 27 Comuni, dove ci sono tante voci contrarie al via libera al piano industriale, seppur rappresentanti di quote azionarie modeste nel contesto societario, in cui la triade Busto-Gallarate-Legnano la fa da padrona. In quel contesto nulla va escluso a priori, ma il margine d’azione per chi vuol sabotare l’operazione 2027 sembra ridottissimo. A meno che il fattore umano non faccia saltare la strategia politica.