Busto Arsizio Le ville ci sono, la piazza no Il nuovo centro è imbrigliato

La Prealpina - 28/04/2017

Che cosa sta succedendo nel cantiere di piazza Vittorio Emanuele? Perché i lavori non proseguono uscendo dalla parte privata delle ville liberty per estendersi anche nella frazione pubblica dell’intervento, vale a dire alla piazza stessa? La domanda se la stanno facendo in tanti e la risposta è semplice: manca ancora la concessione edilizia.

Proprio così, sebbene sul progetto si sia cominciato a lavorare diciotto mesi fa con la presentazione della bozza di intervento, ancora l’autorizzazione per proseguire con la realizzazione vera e propria non è pervenuta. Di più: ancora non c’è intesa totale sulla scelta dei materiali e degli arredi da piazzare.

Tant’è che basta sbirciare la facciata che fronteggia Palazzo Cicogna per accorgersi che è stata restaurata tranne che negli ultimi due metri a partire da terra, proprio perché a quell’altezza si dovranno svolgere dei lavori che – se si fosse completato il restyling – avrebbero rischiato di rovinare l’opera eseguita.

Proprio oggi in Comune si terrà un vertice decisivo per cercare di sbloccare la situazione e consentire di non perdere altro tempo. Nell’interesse di tutti: dei privati che devono consegnare gli spazi ai negozi e cercare di chiudere contratti di vendita sugli appartamenti e del pubblico che aspetta di riconquistare completamente l’area.

«Non è colpa nostra – precisa l’assessore alle opere Alberto Riva – perché vogliamo solo fare le cose per bene. D’altronde in convenzione c’è scritto che mettiamo 450mila euro di bonus nella miglioria dei materiali da usare attorno alle due bellissime fontane a raso che dovranno essere realizzate da Soceba, quindi vogliamo essere rigorosi e serve il progetto esecutivo condiviso. Speriamo si arrivi alla quadra in fretta per togliere la riserva e far partire i lavori». Anche Isabella Tovaglieri, delegata all’urbanistica, è sulla stessa linea: «Appena riceverò il parere positivo sui computi che si stanno effettuando, dopo che Agesp ha chiesto delle integrazioni, rilasceremo il permesso».

Intanto il tempo stringe: per giugno i privati contano di finire i loro edifici e vorrebbero passare alla piazza, alla cui realizzazione (anzi, al cui collaudo) è legata la concessione dell’agibilità complessiva, oggi richiedibile solo alloggio per alloggio. Cosa che in un caso è stata fatta, perché l’inquilino ha l’esigenza di traslocare.

Fatto sta che anche l’ultimo chilometro di questa impresa edificatoria si sta rivelando pieno di ostacoli. Ormai immancabili per piazza Vittorio Emanuele.