Busto Arsizio – La giunta rifatta controvoglia che vuol resistere venti mesi

La Prealpina - 03/09/2019

iente conferenza stampa di presentazione per la nuova giunta, nata ufficialmente ieri mattina al termine di un’infinita gestazione. Una squadra molto rinnovata, dopo un rimpasto lungo e sofferto sotto ogni punto di vista, per un esecutivo che si può tranquillamente definire riplasmato controvoglia dal sindaco Emanuele Antonelli. Il quale, nei tre mesi di trattativa, un po’ ha scelto e un po’ ha subito le decisioni dei partiti che lo tengono a galla in Comune.

E allora, nella mattinata del varo di una formazione amministrativa che cambia volto per tre settimi e modifica le deleghe di chi già c’era in altri tre casi (il solo Max Rogora – contro ogni pronostico – resta fermo sulle competenze che aveva fin dall’inizio), Antonelli non parla.

Lascia il Comune dopo l’oretta di incontro con Giorgio Mariani (conosciuto in quel momento per la prima volta), Laura Rogora e Osvaldo Attolini – neo-innesti a Palazzo Gilardoni – oltre che con le assessore Manuela Maffioli (che diventa vicesindaco) e Paola Magugliani. E lascia la scena ai suoi assessori, perlomeno a quelli presenti, in attesa che nelle prossime ore rientrino dalle vacanze lo stesso Rogora e l’ex sindaco Gigi Farioli.

La sua riflessione il sindaco la consegna invece a un comunicato che già nel titolo va controcorrente («La squadra si rinnova nel segno della continuità») e che pure contiene una sorta di giustificazione per la scelta di non dedicar tempo alle presentazioni ufficiali, com’era avvenuto le due volte precedenti: «Ho dimostrato in questi anni e in questi mesi – scrive – che la mia cifra è quella dell’azione, del lavoro, del raggiungimento degli obiettivi, delle risposte concrete alle esigenze dei cittadini». Il resto lo scaccia via, a partire dai tre mesi vissuti a strappi e riavvicinamenti per comporre il mosaico «in cui si è continuato a puntualizzare, insinuare e criticare, senza conoscere ciò che stava accadendo in realtà». Che poi, specifica il primo cittadino, di tutte queste «trattative e confronti, come ben sapete, ne avrei volentieri fatto a meno. Ma la politica richiede anche questo, e io non mi sono di certo tirato indietro». Ma ripete: «Tutto ciò non ha limitato la macchina comunale, che ha continuato a viaggiare verso i suoi obiettivi senza soste. E anche velocemente».

Poi cita le cose fatte in estate, ringrazia Isabella Tovaglieri e Alessandro Chiesa che si sono dimessi, spiegando a quest’ultimo che l’ha messo fuori solo per colpa delle quote rosa: «La sua sostituzione non è una scelta – puntualizza – ed è determinata unicamente dalla necessità di garantire quegli equilibri di genere richiesti dalla normativa statale».

Per il resto chiede a tutti di rimettersi a lavorare: «Le persone giuste al posto giusto ci sono, so che ce la possiamo fare». Davanti ci sono venti mesi in cui provare a chiudere le tante partite aperte. E sventare tutte le trappole per portare Busto alle elezioni anticipate.