Busto Arsizio La crisi si batte stando in rete

La Prealpina - 27/11/2018

«La crisi c’è per tutti. Non è facile per nessuno. Solo facendo rete si può farvi fronte».

Rudy Collini, presidente di Ascom, e l’assessore Manuela Maffioli, rispondono allo stesso modo alla disperazione di Stefano Esposito, titolare di un negozio di scarpe di via Roma, che ha deciso di chiudere l’attività aperta solo pochi mesi fa perché di clienti proprio non se ne vedono.

Esposito se ne va deluso: «Sulla carta, in base alle analisi di mercato, la piazza era ottimale. In realtà c’è qualcosa che non funziona. Lascio a chi di dovere cercare i motivi».

Interpellato su questo grido di dolore, Collini replica ricordando che le proiezione di cinque anni fa oggi di fatto sono ribaltate. Ma Esposito ha aperto solo in aprile. La crisi era un fattore calcolato. Per questo il napoletano segnala dell’altro, dai parcheggi ai pass per ritirare la merce, al decoro.

Piazza importante

«Busto ha un numero sostanzioso di abitanti. Rispetto ad altre città che intorno hanno solo campi, si trova in un contesto urbanizzato dove nel raggio di 30/40 chilometri si arriva a quasi un milione di abitanti – dice Collini – Occorre usare gli strumenti giusti per valorizzare il territorio. Da un anno e mezzo l’occhio elettronico che contava le presenze in centro è fuori uso: misurare il passaggio dà il polso della situazione e dovrebbe permettere di compiere un certo ragionamento sugli affitti, che rimangono un problema importante: si considera centro tutta l’area pedonale ma ci sono aspetti diversi su cui tarare i canoni».

Quanto alle misurazioni dei flussi, nel 2019 Ascom presenterà un nuovo progetto.

«A supporto delle attività commerciali e della valorizzazione degli immobili diventa strategico avere uno strumento scientifico su cui basarsi. Non si può guardare fuori dalla vetrina e contare i passanti…», annuncia il presidente Ascom. Quanto al caso Esposito, ribadisce che «la piazza è di per sé importante, anche se non so su quali indagini si sia basato il commerciante. Non entro nel merito, credo che si debba lavorare per rendere attrattivi i centri, urbanisticamente interessanti, facilmente fruibili. Occorre un lavoro di squadra fra commercianti, un supporto reciproco. Se ci sono problemi, ci si confronta prima che sia troppo tardi, il mercato è complesso, non esiste una ricetta valida per tutti».

Collini evidenzia poi la necessità di dialogare con il Comune: «C’è bisogno del supporto dell’amministrazione, si deve essere disposti a fare rete per affrontare le sfide. Gli strumenti ci sono, abbiamo Ascom, Distretto del commercio, Comitato del centro. Non è facile, ma non dobbiamo scoraggiarci».

Uniti in rete

Otto mesi sono un tempo valido per gettare la spugna? «La clientela ti deve conoscere, serve parecchio tempo. Pochi mesi potrebbero non essere sufficienti, servono 2-3 anni. Attività storiche fanno comunque fatica, il mercato oggi è complicato. Immagino che Esposito abbia fatto le sue valutazioni economiche, certo è che nel campo dell’abbigliamento conta anche il cambiamento di clima: l’inverno è partito adesso, si è persa una stagione e la gente non sentiva il bisogno di investire in capi o accessori pesanti. Lo stesso si è verificato in primavera. Ora i più attendono i saldi, la stagione buona è passata».

Da parte sua, l’assessore Maffioli si dice pronta a fare un salto in via Roma per dialogare con Esposito. «Busto ha 83mila abitanti, è la quinta città di Lombardia, il bacino di clientela è potenzialmente elevato e il centro è caratterizzato da insediamenti commerciali. Dobbiamo analizzare meglio i flussi di transito. Noi, come Comune, ci impegniamo a portare il più possibile gente in centro, non solo in via Milano. E senza trascurare i quartieri perché non vengano penalizzati. Stiamo adottando varie misure a supporto del commercio e c’è dialogo costante con Regione che ha stanziato 12 milioni sui Distretti per supportare gli insediamenti e conservarli nel tempo».

Maffioli vuole far sentire al commerciante la propria vicinanza: «Giro regolarmente per il centro, mi affaccio, ascolto gli umori. Compatibilmente con conti e costi in cui nessuno può entrare, incoraggerei a provare a resistere e ad entrare in un’ottica di rete, per vincere una situazione che comporta difficoltà ovunque. Busto ha il primo Distretto storico di Lombardia, restare uniti è fondamentale».