Busto Arsizio La città ridisegna la via Francisca

La Prealpina - 16/10/2017

Era un sentiero di fede. Oggi in molti hanno fede che possa tornare ad essere percorso da pellegrini di ogni genere. Dai tempi dei Longobardi, la via Francisca del Lucomagno era usata da raccordo tra il mondo latino e quello germanico, per motivi commerciali e religiosi. Il disuso non ne ha cancellato la memoria. Quando Adelaide Trezzini, presidente dell’associazione internazionale della Via Francigena, ha espresso alla Regione il desiderio di vederla rifiorire, è iniziato un lavoro lento e ostinato, quanto quel genere di turismo che la bretella Francigena promette di portare.

L’incontro di giovedì a Villa Calcaterra ha permesso all’assessore a marketing e sviluppo territoriale Paola Magugliani di dare il benvenuto ai primi pellegrini di un sentiero che include anche un tratto bustocco, tra Valle Olona e Parco Alto Milanese: «L’idea della signora Trezzini ci è piaciuta molto. Gli esempi della Francigena in Toscana, dove la Regione ha fatto investimenti per promuoverla, e il cammino di Santiago in Spagna dimostrano l’alto interesse per un turismo che rifugge la frenesia e ambisce alla contemplazione, per recuperare la giusta misura delle cose», ha spiegato Ferruccio Maruca, primo promotore a livello regionale. Le ricadute sul territorio non sono trascurabili: «Senza spendere un euro, abbiamo individuato il percorso migliore da proporre. Limitandoci alla parte italiana, si va da Lavena Ponte Tresa a Varese attraverso il Marchirolo e il Brinzio. Si sale sul Sacro Monte, poi Gazzada, Morazzone, Castiglione Olona. Qui inizia la ciclo-pedonale della valle fino a Castellanza e per Busto si entra nel Parco Alto Milanese uscendone verso Buscate e più giù a Castelletto di Cuggiono, dove inizia la ciclabile del Naviglio Grande fino a Pavia, punto terminale di un sentiero che ha origine a Costanza in Germania e attraversa la Svizzera, con tappe a San Gallo, Coira e Bellinzona non prima di avere valicato lo spettacolare passo del Lucomagno, il più accessibile di quel tratto alpino».

All’esempio lombardo guarda il Canton Ticino anche grazie al reportage realizzato da Antonio Ferretti, andato in onda sulla Tsi nel programma Falò e proiettato giovedì. Donatella Ballerini della Provincia di Varese si è felicitata per la risposta degli enti locali nella segnalazione del percorso tramite segnaletica: «I comuni del pavese hanno manifestato interesse a fare altrettanto». Certo, il pubblico più competente in materia di cicloturismo non ha trascurato di sottolineare i buchi neri del percorso, tra cui il passaggio bustocco su strade trafficate nelle vicinanze dell’inceneritore Accam. Maruca li ha invitati a guardare il bicchiere mezzo pieno, sottolineando che i margini di miglioramento sono ampi e dovranno coinvolgere ostelli e altri punti di ristoro o noleggio bici come accade per la Francigena.

Intanto, per sabato prossimo, è stata organizzata una escursione di un gruppo al massimo di 50 partecipanti da Cairate a Castelletto, con tappa alla Baytina per mezzogiorno.