Busto Arsizio La città ideale andrebbe a piedi

- 12/06/2017

Altro che dieci metri in piazza San Maria. La Busto del futuro vedrà la bellezza di cinque piazze sottratte alle auto: tutta la parte inclusa nel perimetro del vecchio borgo, che corre lungo via Zappellini, fino a piazza San Michele, che prosegue in piazza Manzoni e via Mazzini, che raggiunge piazza Trento e Trieste e si getterà nel viale della Gloria, percorrendo solo un modesto lato di piazza Garibaldi, che dovrebbe vedere inclusa nell’isola pedonale la fontana, secondo quel chiacchieratissimo progetto avanzato durante la scorsa amministrazione e cassato a furor di popolo.

Quando si parla della Busto del futuro si intende un futuro remoto e difficilmente quantificabile al punto da fare sorgere il sospetto che l’ideale sfumi nell’utopistico. A ogni modo, è questa la direzione verso cui si dirige la città che fu delle cento ciminiere, a detta del suo primo cittadino: «Questo è il futuro, piaccia o no. Non oso pensare alla rivolta che si solleverebbe all’indomani di un simile annuncio, ma questo è sotto tutti i profili l’assetto urbanistico ideale. Andrebbe realizzato un passo alla volta, secondo un progetto organico da studiare e realizzare con pazienza, nell’arco di molti anni, il tempo necessario per vederlo compiuto. Finora, abbiamo fatto delle prove che senza avere l’ambizione di incontrare un favore unanime sappiamo non essere ottimali e altre ne faremo». Così Emanuele Antonelli è intervenuto all’incontro organizzato da Gigi Farioli all’Officina delle Idee, nel complesso residenziale di piazza Vittorio Emanuele.

La città ideale

L’architetto Augusto Spada, dopo un preambolo storico sul borgo di Busto, ha rivangato una sua vecchia idea, avanzata senza alcun riscontro una decina di anni fa, quale osservazione al nuovo Pgt, e rispolverata la settimana scorsa durante una serata organizzata da Legambiente sulla pedonalizzazione di piazza Santa Maria: «L’idea di fondo è che una città non sia fatta per le auto, ma per le persone. Che le persone siano messe nelle condizioni di spostarsi come meglio credono, a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici, in alternativa alla macchina». Il centro storico verrebbe allargato includendo nella Ztl le piazze Vittorio Emanuele, Garibaldi e Trento Trieste, oltre a San Giovanni e Santa Maria. Il tutto abbinato a una riqualificazione di arredo urbano, illuminazione e abitato.

Il recupero delle corti

Spada ha individuato nelle corti una caratteristica peculiare del centro di Busto, andata malamente smarrita e degradata nel tempo: «Rappresentavano le vie di collegamento tra le strade che tagliavano il borgo e lo dividevano in quartieri. I cortili si aprivano alla socialità dei bustocchi come piccole piazze e potevano essere attraversati da un ingresso all’altro. Le corti dovrebbero essere tenute in alta considerazione per porre fine alla stagione dei condomini e dei palazzoni, che hanno cambiato i connotati di Busto con esiti discutibili».

Parcheggi

Secondo Spada, per essere efficace il progetto di allargamento della zona pedonale dovrebbe prevedere un parcheggio multipiano nell’area occupata dai parcheggi Lualdi e Venzaghi di cui spesso è lamentato lo scarso utilizzo. La stessa necessità è stata evidenziata dall’architetto Andrea Pellegatta, che prese posizione a favore del silos in piazza Venzaghi, nell’ottica di offrire, accanto a piazza Santa Maria, uno spazio a uso degli automobilisti, che non sarebbe l’unico. Fossero andate diversamente le cose, nel computo rientrerebbe anche quello sotto piazza Vittorio Emanuele: «L’abbiamo scampata bella», s’è lasciato scappare l’architetto, inclusi coloro che maggiori responsabilità ebbero nell’approvazione di quel progetto, successivamente andato in fumo.