Busto Arsizio Inversione? Sette volte no

La sfida sulla viabilità di via Montebello si gioca su sette argomentazioni e 43 timbri. Le prime sono quelle messe nero su bianco dai commercianti della strada (ma anche delle zone limitrofe) contro l’intenzione del Comune di ribaltare il senso di marcia sulla dibattutissima carreggiata cittadina; i secondi sono invece i marchi, con relativo autografo, con cui gli stessi titolari dei negozi hanno voluto sostenere la petizione che respinge le mosse dell’amministrazione e, contestualmente, critica l’appoggio che alla stessa idea è stato dato da Ascom,

Battaglia dura, insomma, quella protocollata in municipio dai tre portavoce della protesta – Bruno Petrini, Giuseppe Pione e Agostino Valentini – a nome di tanti colleghi.

Non è morbida la lettera inviata al sindaco Emanuele Antonelli e al suo assessore Max Rogora: «Ci permettiamo di esprimere tutto il nostro disappunto, anzi la nostra rabbia, per essere stati presi in giro», si legge in premessa. E poi subito: «Siamo indignati, certo, ma non rassegnati». Ed ecco l’appello ad Antonelli, «persona che riteniamo non difetti di buon senso», affinché si metta «ad ascoltare le nostre osservazioni», le quali «non sono astrusità ma solo concretezza». In tutto questo c’è la stoccata a Rudy Collini che presiede l’associazione commercianti e che ha appoggiato l’ipotesi di inversione: «Le organizzazioni che pensano di rappresentarci – si legge – hanno espresso il consenso al progetto senza consultarci e, in ogni caso, non esiste alcun obbligo di essere associati».

Per quanto riguarda le motivazioni, sono dunque sette gli aspetti messi in evidenza dai commercianti. Si va appunto dal fatto che «non abbiamo avuto il privilegio di poter esprimere il nostro parere», alla convinzione che «non ci si sta rendendo conto che il provvedimento annunciato creerebbe in alcune zone del centro una condizione ancor più caotica dell’attuale», dalle «complicazioni agli spostamenti specie per anziani e mamme con bambini» alla conseguenza che un ulteriore aggiunta «alla già pericolosissima gimkana» renderebbe «inutile utilizzare via Montebello e toglierebbe passaggio anche alle strade circostanti».

La riflessione si sposta anche sulla conseguente inversione di via Carlo Tosi «che creerà problemi di tappo per il traffico» e sul desiderio di rendere più facilmente raggiungibile il parking di via San Michele «che tanto è già saturo dalle 8.30 fino a sera, quindi chi usa questa giustificazione probabilmente non conosce la realtà».

La riflessione dei firmatari si chiude con il rischio di flop per tante attività: «Già la chiusura di piazza Santa Maria ha causato cali di frequentazione con conseguente diminuzione degli incassi», quindi «se poi il contesto lo si deprime con provvedimenti che stringono ancor più la platea dei clienti, lasciamo immaginare quale potrà essere il futuro per noi e per le nostre famiglie». Tutto questo per provare ad evitare che a breve si ribalti il senso di marcia.