Busto Arsizio Inceneritore, cinque anni in più

La Prealpina - 18/09/2017

In questo momento ufficialmente nessuno lo dice. Ma i sindaci del centrodestra – perlomeno quelli di Busto, Gallarate e Legnano – in queste settimane stanno facendo una seria valutazione per ipotizzare lunga vita all’inceneritore. Per la precisione, si stanno ponendo le basi per spostare la data di chiusura del termovalorizzatore dal 2021 al 2026.

Per arrivare a far votare l’operazione si dovranno affinare molti dettagli, per i quali ci sarà bisogno di tempo, tant’è che nell’assemblea dei soci di dopodomani ci si limiterà a prendere atto del bilancio (impostato per lo stop ai forni fra quattro anni) e a rinnovare il collegio sindacale. Tuttavia l’idea del posticipo c’è, assieme alla consapevolezza di come l’avere i tre soci forti dell’azienda tutti appartenenti alla stessa area politica, sia unica.

Accadde una cosa abbastanza simile (seppur in senso contrario) un paio di anni fa, quando a comandare le città c’erano due esponenti Pd (Edoardo Guenzani per Gallarate e Alberto Centinaio per Legnano) che trovarono un accordo dal sapore molto elettoral-ambientalista con l’allora assessora bustocca Paola Reguzzoni, votando lo spegnimento dell’interruttore al 2017. Poi però arrivarono le previsioni di default economico, le dimissioni in serie degli amministratori, le minacciose penali e si decise un ragionevole posticipo al 2021.

Nel frattempo però il quadro politico è completamente cambiato, spostandosi tutto a destra. Così c’è Emanuele Antonelli che considera l’impianto di Borsano una risorsa destinata a inquinare sempre meno e da tenere in vita. C’è poi il sindaco gallaratese Andrea Cassani che vorrebbe impostare un percorso un po’ più lungo, conscio che altrimenti Accam rischia di diventare un nodo sanguinoso per le casse del suo Comune. E ora c’è pure il leghista Giambattista Fratus, da poco al comando di Legnano, il quale sta studiando le carte e valutando come gestire due partite gemelle, ovvero la questione inceneritore con la realizzazione nella sua città di un impianto per l’umido. Fratus una posizione ufficiale non l’ha ancora presa, ma non chiude la porta a niente. Intanto tutti hanno già avuto incontri con la presidente Laura Bordonaro per avere un quadro più preciso. Il dato di fatto è che l’attività di smaltimento rifiuti garantisce (e garantirà) introiti importanti, neutralizzati da ammortamenti sulle spese spinti ai massimi proprio per la prevista chiusura in tempi brevi. Spostare la data significa tirare il fiato sul fronte economico. Per questo si lavora seriamente all’opzione quinquennale.