Busto Arsizio – In troppi a fare la spesa

La Prealpina - 15/01/2021

Nei bar c’è chi non vuole aderire alle regole, per gustarsi caffè al bancone o uno spuntino seduto al tavolo, per quanto distante dagli altri. Ora, a
Busto Arsizio, scatta la tirata d’orecchi anche per i supermercati: lì, secondo l’amministrazione, proprio non si vogliono accettare le regole che, nel primo lockdown, tutti seguivano scrupolosamente, terrorizzati dal virus.

Insomma, vanno in troppi a fare la spesa e si creano gli assembramenti tanto contestati.
L’amministrazione comunale ha scritto una lettera a oltre venti punti vendita presenti sul territorio, chiedendo il rispetto dei protocolli e delle linee guida, per prevenire o ridurre il rischio di contagio da Covid-19. Non sono piaciuti alcuni episodi verificatisi tra fine 2020 e inizio 2021,
così si richiede attenzione ai Decreti della presidenza del consiglio dei ministri dedicati nello specifico agli esercizi commerciali.

Insomma, se un anno fa, tutti stavano distanziati, uno solo componente per famiglia si accollava l’onere di restare in coda per ore per riempire
il carrello e si attendeva con pazienza che venisse misurata a ciascuno la febbre, adesso pare che ci sia una sorta di “liberi tutti”.
«Abbiamo ritenuto opportuno ricordare ai responsabili dei supermercati la regolamentazione prevista anche nell’ambito dei loro punti vendita, a seguito di alcune circostanze che si sono verificate durante le ultime settimane dello scorso anno, in particolare a ridosso dei giorni di festa», spiega la vicesindaco e assessore allo Sviluppo del Territorio Manuela Maffioli.

Nei locali di dimensioni superiori a 40 metri quadrati va imposto l’accesso regolamentato e scaglionato, differenziando, se possibile, percorsi di entrata e di uscita. Appositi cartelli devono precisare come restare distanziati e si deve far osservare l’obbligo di utilizzare il gel prima
di entrare, ovvero prima di toccare i prodotti collocati sugli scaffali, che poi, se subito riposti, verrebbero presi in mano da altre persone.
Quanto al rilevare la temperatura corporea, ora l’obbligo non sussiste, ma si consiglia di provvedere lo stesso, per evitare che circolino tra le corsie anche persone con qualche linea di febbre, presumibilmente dovuta al coronavirus.
«I supermercati hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo di assoluta importanza in termini di approvvigionamento di beni di prima necessità in questo periodo di emergenza sanitaria – precisa Maffioli -, oltre a essere lodevolmente in prima linea nella raccolta e fornitura gratuita di cibo alle tante famiglie in difficoltà seguite dalle associazioni del territorio. È indispensabile che tutti rispettino le regole, come anche i negozi di vicinato e i pubblici esercizi sono chiamati a fare, nella primaria e imprescindibile tutela della salute pubblica».

Il monito è chiaro, le sanzioni potrebbero scattare a breve.