Busto Arsizio – Impianti sportivi, ora o mai più

La Prealpina - 12/06/2020

Piscina e palaghiaccio: inizia una settimana decisiva per due partite
fondamentali per l’amministrazione comunale e per la città. In un caso –
quello della Manara – le ricadute per la cittadinanza sono immediate: il rischio che l’impianto resti chiuso per tutta la stagione estiva, al momento,
non si può scongiurare. Ma sono giorni caldissimi anche sul fronte del
Campus sportivo di Beata Giuliana: entro giovedì 18 giugno la società
Noka Service srl– disponibile a farsi carico del project financing da 22
milioni di euro (di cui 4,5 stanziati dall’amministrazione) – deve presentare il progetto definitivo e, soprattutto, le relative fideiussioni.

Garanzie o fine del sogno
Insomma, un passaggio determinante in vista dell’effettiva realizzazione dell’opera. Si tratta di un poderoso intervento, atteso con particolare apprensione dalla Pro Patria Bustese Ginnastica: la gloriosa società
presieduta da Rosario Vadalà non vede l’ora di abbandonare l’angusto
scantinato di via Ariosto, dove gli atleti esercitano in condizioni ormai
del tutto inadeguate. Il sindaco Emanuele Antonelli ha promesso alla Pro
Patria che la prima struttura che sorgerà nel Campus di Beata Giuliana
sarà proprio il Palaginnastica: un impianto nuovo di zecca, da 500 posti,
utilizzabile anche per manifestazioni di carattere nazionale. Alla Pro Patria Ginnastica tengono le dita incrociate: troppe volte la società (che
vanta atleti di livello, su tutti l’azzurro Ludovico Edalli, già qualificato per le Olimpiadi di Tokyo) è rimasta scottata da cocenti delusioni.
L’auspicio è che questa sia davvero la volta buona. La risposta definitiva
si avrà entro il 18 giugno, la deadline che il privato non potrà superare.


La trattativa stremante
Per un Campus sportivo da costruire, c’è una piscina da riaprire dopo oltre
tre mesi di chiusura per il lockdown.
La trattativa tra Comune e Sport Management (la società veronese che
ha in gestione la Manara fino al 2026, oltre a un’altra quarantina di impianti nel Nord e Centro Italia) non si prospetta né breve né facile.
Messo economicamente a dura prova dalla chiusura causata dall’emergenza sanitaria, il gestore ha chiesto all’amministrazione comunale un sostanzioso supporto economico, indispensabile per riaprire la piscina.
Si tratta di un contributo extra per far fronte ai danni provocati dal Covid
alle casse della società, sommato alla richiesta di azzerare per l’anno
2020 il canone di concessione. Parliamo in tutto di circa 600 mila euro.
Un’altra mazzata per il Comune, già costretto a ribaltare il proprio bilancio per fronteggiare tutti i problemi derivati dall’emergenza Covid.

L’estate del non ritorno
Ma gli uffici di Palazzo Gilardoni, come ha spiegato l’assessore allo
Sport Laura Rogora, vogliono anche valutare con attenzione «quanto l’emergenza sanitaria abbia inciso sulla capacità del gestore di onorare il
contratto in essere con l’a m m i n i s t r azione». In altri termini, si vuole capire se non ci siano criticità gestionali indipendenti dall’epidemia.
L’obiettivo comune resta quello di aprire almeno la parte estiva della
“Manara”, ma finché la trattativa non si sblocca (e per riuscirci serve
uno sforzo sia dell’amministrazione sia di Sport Management), i cancelli
dell’impianto resteranno malinconicamente chiusi.