Busto Arsizio: Il Natale batte i vandalismi

La Prealpina - 10/12/2018

I teppisti si rassegnino: «Natale è sempre Natale. Non sarà certo qualche balordo a rovinare la festa più bella dell’anno». A dirlo è Franco Montalto, capogruppo degli alpini bustocchi, che da sette anni senza grossi problemi, allestiscono un presepio con una tenda del 1973, utilizzata durante il terremoto del Friuli. Un simbolo che, come altri nei giorni scorsi, è finito vittima di bravate e danneggiamenti.

Ma ieri associazioni e vertici dell’amministrazione comunale hanno voluto sfruttare l’occasione del varo con benedizione di questo e di un altro maxi-presepe per ribadire come la festa vincerà comunque. Vincerà anche se l’albero lunimoso è rimasto spento due notti per ripararlo da un’aggressione e se le renne dislocate in giro per la città sono state abbattute a ripetizione.

A proposito dell’iniziativa delle penne nere, già dal primo giorno l’allestimento ha mosso sgradite attenzioni, che a ben vedere non danno tregua. Dopo la svastica incisa sulla staccionata che delimita la Natività in piazza San Giovanni al lato del sagrato della basilica, con annessa rottura di una sagoma di legno, l’altra notte altri o gli stessi ignoti sono tornati sotto lasciando a ricordo una penna spezzata: una penna di legno che identifica appunto con gli alpini le sagome adoranti la Sacra Famiglia, con i loro muli in luogo di pastori e gregge.

Tra gli alpini in carne e ossa, però, non c’è risentimento, né voglia di farsi rovinare la festa: «L’abbiamo riparata come abbiamo fatto dopo la prima visita. Andiamo avanti, sperando non diventi un’abitudine». A rimarcare il concetto, nel tardo pomeriggio di ieri il corpo bandistico della Baldoria ha allietato il passeggio con musiche natalizie ad inaugurazione del presepe martoriato. Con loro, anche il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore al marketing territoriale Paola Magugliani, cui si sono aggiunti l’ex assessore e alpino Alberto Riva e il consigliere Alessandro Albani.

Non nuovo alle attenzioni di ladri e vandali è il presepe in gesso di piazza Santa Maria, che può vantare una tradizione ancora maggiore e un sistema di video sorveglianza che dovrebbe scongiurare certe brutte sorprese occorse in passato: «Ricordiamo bene quando ci rubarono la statua del Gesù Bambino e quando poi tentarono di trafugare l’urna delle offerte. Perciò ci siamo attrezzati di telecamere alle quali si aggiungono quelle già presenti in piazza. Dovrebbe essere sufficiente per individuare i malintenzionati», si augurano Massimiliano Crespi e Mauro Toia, rispettivamente vice presidente e consigliere dell’associazione Amici di Alessandro Colombo che da cinque anni ha raccolto il testimone da Quelli del ‘37 nell’allestimento e cura del presepio di maggiore impatto dell’intero circondario, con le sue 32 statue di gesso riverniciate di lucido. «Le manuteniamo tutti gli anni e abbiamo rifatto l’impianto elettrico e il sistema di pompaggio dell’acqua. Altra novità è la disposizione delle statue di modo che siano visibili da ogni angolo, a differenza degli anni scorsi in cui una scenografia più elaborata obbligava a mettersi in una certa visuale». Anche quest’anno, davanti alla Natività, si raccolgono fondi per progetti sostenuti insieme agli stessi alpini per quanto riguarda i pasti caldi ai senzatetto. e all’associazione Free Rider che permette a ragazzi in carrozzina di provare l’emozione di una discesa con gli sci.