Busto Arsizio – Il futuro si disegna alle Fs

La Prealpina - 11/11/2020

Immobili residenziali? Forse. Spazi commerciali e aziendali? È una strada percorribile. Altre ipotesi? Basta usare la fantasia, ispirarsi a modelli già sperimentati in altri ambiti ferroviari simili e misurarne la fattibilità (e la tenuta economica) prima di procedere. E comunque, nei progetti, non potrà che esserci tantissimo verde, che è ovunque l’elemento di separazione dalla fascia dei binari e che s’inserisce in una filosofia ambientale ai giorni nostri irrinunciabile.
Per adesso è da decenni che, quando si parla di ex scalo Hupac, fioriscono idee e aspettative che poi finiscono in nulla. Ora potrebbe non
essere più così.


Comincia la nuova partita
Stavolta, dopo aver risolto parzialmente la questione dell’area di viale Venezia ceduta al Comune come parcheggio per i pendolari, l’amministrazione ha deciso di intavolare una trattativa seria e concreta
con il gruppo che si occupa della gestione delle stazioni, in questo caso delle Fs di piazza Volontari della Libertà. «Come è stato fatto alle Nord
con la variante di Pgt approvata da chi c’era prima di me – spiega l’assessore all’urbanistica, il leghista Giorgio Mariani – adesso vorremmo poter lavorare su quest’altro fondamentale comparto in vista del prossimo Pgt». L’iter è appena cominciato e all’inizio del 2021 entrerà nella sua fase calda. Ed è in mezzo a quei documenti che si vuole studiare «uno strumento urbanistico adeguato per consentire a quell’immenso piazzale che corre lungo i binari di rilanciarsi nel segno della qualità.


Le aspettative dell’investitore
In particolare, l’amministrazione dovrà fare i conti con i responsabili di Fs Sistemi Urbani, costola del gruppo che si occupa appunto della gestione e dello sviluppo delle aree di proprietà dell’azienda. Ovviamente
per convincere gli interlocutori a scendere in campo con un pesante investimento, serve definire un percorso condiviso che sia reciprocamente
allettante. «Ma di sicuro – sottolinea ancora Mariani – stiamo parlando di una zona dal potenziale enorme, proprio perché è accanto alla stazione e
quindi con vista sulla metropoli Milano, ma anche perché si appoggia su via Mameli, quindi a due passi dal centro, anzi in uno dei quartieri più belli».


La cacciata dei disperati
Progetti ambiziosi, insomma, che fanno da contraltare a quello che adesso si muove nell’ex scalo Hupac.
Perché, come si vede nell’immagine aerea, in questo momento di stratta di un’enorme superficie con binari semi inutilizzati e con al centro una costruzione che sarebbe un magazzino, ma che in realtà è il ricettacolo dell’emarginazione. Nonostante gli interventi di sgombero e di muratura degli ingressi effettuati a più riprese, lì dentro si muovono decine di disperati, tossicodipendenti e spacciatori che ne hanno fatto il loro fortino. Ma è chiaro che, un progetto forte e deciso, risolverebbe d’un ol colpo anche questa situazione, liberando il campo dai problemi. In vista del Pgt, una cosa è chiara: una delle sfide più importanti si gioca qui.