Busto Arsizio Il Comune ci deve risarcire

La Prealpina - 30/11/2018

L’asfaltatura è terminata. Mancano ancora alcuni accorgimenti, poi via Lonate sarà terminata. Il cantiere, aperto il 22 gennaio scorso, ha trasformato l’arteria più importante di Madonna Regina ma il bilancio che ne traggono quanti lavorano nei negozi che si affacciano sulla strada è «assolutamente negativo». «Lo scotto per avere una strada a posto l’abbiamo dovuto pagare soltanto noi, con i nostri soldi», dicono i commercianti.

«Chi più chi meno, abbiamo subito perdite che non verranno risarcite – spiega Luisa Pisoni, del Bar Renato, che si fa portavoce dei colleghi – La legge italiana, purtroppo, prevede che se un privato subisce danni a causa di opere pubbliche non venga risarcito: non c’è mai stata una sentenza a favore. Fare causa non è una strada percorribile. Il fatto è che qui, oltre tutto, tanti sono insoddisfatti dei risultati».

Al centro dell’attenzione ci sono i parcheggi, vitali per il commercio. Per molti sono insufficienti. Inoltre, non piacciono particolarmente i marciapiedi molto larghi. «Sembrano delle piazze, ma sono inulti», si dice.

«Quando apro il bar – rivela Pisoni – non ci sono mai posti per le auto, così la gente non si ferma nemmeno per un caffé. Non ci voleva molto a pensare i parcheggi a lisca di pesce invece che paralleli ai marciapiedi. In via Gela, dove c’è la farmacia, davanti a merceria ed elettricista: a tutti mancano parcheggi vicini. Dall’altro lato della strada, per creare la ciclabile, si sono persi e una cooperativa che si trovava lì ha chiuso. Chi deve aprire, senza parcheggi, già inizia male».

Mercoledì, i tecnici hanno smussato gli spigoli vivi dei marciapiedi, subito contestati: «Il risultato non è un granché, le cose non sono cambiate, se cadi ti fai un male pazzesco».

Anche la pista ciclabile non pare così gradita: «Chi va in bici non la sta usando, dice che c’è troppo dislivello tra gli accessi».

Insomma, progetto bocciato? «Alla fine l’assetto sarà anche esteticamente bello, ma non è funzionale – dice Pisoni – A noi servono parcheggi, nel codominio qui vicino tanti non hanno il box. L’area creata dall’altro lato della strada non basta. La gente cerca comodità, è quella che ti spinge a scegliere un negozio o un altro. Il Comune deve pensare a risarcirci, con forme compensative. Io ad esempio ora non pagherò la tassa rifiuti da 2600 euro, non posso adempiere agli impegni. Ho tagliato quanto potevo tagliare, la sera faccio la chiusura da sola fino a tardi in alcune sere. Non è piacevole, ma non ho scelta. Siamo amareggiati e questa benedetta ristrutturazione ancora non è finita, ci hanno chiesto di tenere duro per mesi ma dobbiamo farlo con le nostre forze e i nostri soldi. Non voglio fare polemiche ma è un dato di fatto».

Luisa Pisoni, conti alla mano, offre un dato allarmante: «Comparando i guadagni di quest’anno con il 2017, posso dire di avere perso il 60 per cento degli incassi e anche di più. Penso in particolare alle festività di Ognissanti, un calo pazzesco. Ho dovuto bloccare ogni serata a tema e per Natale potremo fare soltanto un aperitivo particolare. Chi viene dal centro deve parcheggiare sul lato sinistro, in contromano. Mica tutti lo fanno. Siamo scontenti. La strada è stata riaperta lunedì, ci diamo tempo ancora, ma se non risaliamo in quota dovremo fare delle scelte».