Busto Arsizio: Il cantiere ammazza le vendite

La Prealpina - 11/01/2019

Avere saputo della costruzione di un autosilo solo dalla carta stampata non è stata affatto una gioia. Ora, dalle bancarelle del mercato chiedono all’amministrazione comunale di spiegare chiaramente e senza intermediazioni cosa intendano fare riguardo all’autosilo di piazzale Bersaglieri: «Prima ci spieghino bene di cosa stiamo parlando, qual è il problema. Dopodiché, da parte nostra, c’è tutta la disponibilità a collaborare per venirci incontro. Spiegheremo i nostri timori, avanzeremo eventuali controproposte. Per il momento, non vogliamo precipitare le cose e anche parlare di una protesta da parte nostra è eccessivo. Vogliamo solo essere messi al corrente. Per cominciare», riferisce Giuseppe Fabris, che insieme ad altri ambulanti si è reso promotore di una raccolta firme che nel giro di pochi giorni, tra ieri mattina e sabato, passerà sotto tutte le 220 bancarelle che, ruotando su due giornate, compongono il mercato di Busto, e verrà protocollata la settimana prossima.

Finora, di ciò che bolle in pentola in comune, il poco che s’è saputo è arrivato dalle dichiarazioni di Giorgio Landoni, che Fabris sconfessa senza troppi giri di parole: «Nulla da dire sulla persona, ma quella che ricopre è la figura assai vetusta del fiduciario che aveva senso negli anni ‘50, ma che oggi tramite varie sigle associative rappresenterà a dir tanto il 15 per cento di noi tutti, che siamo lavoratori autonomi e non abbiamo eletto finora nessuna rappresentanza. È scorretto che venga preso come interlocutore unico dall’amministrazione comunale su un progetto che ci riguarda tutti».

Il riferimento è alla comparsa di un autosilo che costerà complessivamente 5 milioni di euro. «Per metà saranno messi dalla Regione e per metà dal comune. Ripeto quanto affermato dal fiduciario», precisa Fabris. Da qui, altre notizie carpite qua e là non fanno che alimentare le perplessità generali. L’autosilo comparirebbe in relazione al nuovo piano di riqualificazione dell’area delle Nord, che prevede anche l’interramento dei parcheggi della stazione e che certo non si esaurisce così, comportando interventi di edilizia privata con tanto di palazzine, oltre a spazi verdi e piste ciclabili: «Allora perché iniziare dai parcheggi, che ce ne sono già abbastanza e abbastanza vuoti? Non si usa realizzarli con gli oneri di urbanizzazione una volta sorte le palazzine? Si fa il contrario?», sono solo alcune delle obiezioni sollevate dagli ambulanti, che neppure vedono coerente prevedere all’unisono piste ciclabili e nuovi parcheggi.

In quanto ai disagi che indovinano per certo di incontrare: «Quando qualche anno fa vennero a lavorare per il teleriscaldamento giusto dietro il piazzale Bersaglieri, dimezzammo le vendite. Con un cantiere al posto dell’attuale area di sosta abbiamo finito di lavorare per tutto il tempo che resterà aperto. Alla fine sappiamo bene di essere alla completa mercé delle amministrazioni comunali, ma un colloquio è necessario».