Busto Arsizio Il cammino di Sant’Agostino inaugura una nuova tappa

Dalla Malpensa a Santa Maria, cuore di Busto e oltre, attraverso il Parco Alto Milanese fino a Legnano, non è che un petalo di rosa. Anzi, una foglia. Appunto di una rosa completa di corolla, foglie e stelo ha forma il “Cammino di Sant’Agostino” che nella sua interezza parte da Monza, percorre la Brianza, il basso Lario e l’Alto Milanese. Arriva a Pavia, dove si trovano le reliquie del santo e il punto d’incontro con la più celebre via Francigena. Ieri, è stato inaugurato un nuovo tratto a favore di coloro che la vorranno percorrere magari in parte, magari venendo da lontano a partire da un biglietto aereo.

Se prima Busto era suggerita a chi venisse da Saronno puntando a Rho, ora è raggiungibile a piedi da est, seguendo un itinerario indicato da frecce gialle. A seguirlo per primi, secondo gli organizzatori, sono stati ieri 400 pellegrini ritrovatisi all’ingresso dell’aeroporto con vari mezzi, perlopiù in treno o sfruttando un passaggio. Molti erano bustocchi, ma altrettanti venivano da più lontano. Giuseppe Spinelli e Franco Bassi con le rispettive mogli da Paderno Dugnano. Lasciata l’auto alla Stazione Nord di Busto hanno preso il Malpensa Express: «Da tre anni seguiamo le tappe di Sant’Agostino. Per noi la fede si mescola a una domanda culturale e al piacere di incontrare persone sempre nuove come di ritrovarne di amiche. Non abbiamo mai visto Busto il cui santuario ci incuriosisce». In quanto ai bustocchi, erano incuriositi soprattutto dalla chiesa di Santa Maria in Campagna di Ferno, spesso conosciuta ma sempre trovata chiusa: «Abbiamo voluto approfittare della visita guidata» rivela Maria Chiara Tomasini, andata incontro ai pellegrini in bicicletta con un gruppo di amici. Posta lungo il tracciato turbighese che via naviglio portava velocemente a Milano, la chiesetta in mattoni è stata illustrata dall’architetto Giampaolo Livetti dopo i saluti di Don Claudio e del sindaco Filippo Gesualdi: «Un momento ristoratore. Di riflessione spirituale. Ci voleva proprio», avrebbe poi affermato Raffaella Cefola, castellanzese, una volta arrivata a Busto.

Memori del cammino portoghese di Santiago, i vanzaghellesi Marta e Giandomenico Rivezzi hanno apprezzato dell’agostiniano “la possibilità di intraprenderlo appena fuori dall’aeroporto, subito incontrando questo gioiello di chiesa, quando a Oporto partimmo invece dalla cattedrale”.

Salutati dalle campane della chiesa parrocchiale di Ferno al loro passaggio, i pellegrini hanno fatto più breve sosta a San Macario, dove hanno ricevuto la benedizione dal vicario Don Giorgio. Quindi si sono inoltrati in una brughiera a nord di Cascina Elisa, che gli osservatori più competenti hanno stimato particolarmente: «La qualità del sottobosco è eccezionale. Si trovano erbe come la celidonia che sono provvidenziali per depurare l’aria. Significa che la natura sta facendo bene il suo lavoro», spiega Giuliana Dal Piazza, guardia ecologica.

Entrati a Busto per le strade di Madonna Regina che fanno parte della “lottizzazione Barlocco”, il percorso è proseguito di lato al cimitero fino a Santa Maria. Qui il sindaco Emanuele Antonelli e il prevosto Severino Pagani hanno dato il benvenuto una comitiva che, allungatasi per i 18 chilometri del percorso, arrivava a scaglioni, visitava il santuario, si rifocillava con panini o cercando una trattoria e chiedeva il timbro sul passaporto del pellegrino, comprensivo di tutte le 50 tappe di quello che Renato Ornaghi, organizzatore dell’evento di ieri con l’associazione Sancti Augustini Iter, chiama anche “Cammino della Rosa”.