Busto Arsizio I bivacchi svuotano i negozi

La Prealpina - 16/11/2018

A cinquanta metri c’è il Comune. Ma lì, appena dietro l’angolo, prospera solo il degrado. Perché in via Miani, davanti al parcheggio accanto alla Provvidenza, desolazione e paure la fanno da padrone da tantissimo tempo. «Noi da dieci anni tentiamo di affittare uno spazio commerciale, ma non ci riusciamo proprio per colpa della situazione brutta che si è insediata qui davanti», spiegano i coniugi Leva, ormai stremati dal contesto invivibile.

La grande fuga

In realtà la posizione è strategica. Via Miani è abbastanza vicina alla zona pedonale ma ha anche tante zone di sosta circostanti. «Dieci anni fa, appunto, ha chiuso la videoteca», racconta Elisa Maffeo. «Quasi subito un gruppo numeroso e molesto di persone ha cominciato a stazionare in zona, trascorrendo le serate a bere, gridare, dar fastidio e spaccare». La vetrina è stata sfondata più volte, «in un’occasione hanno raccolto un blocco di cemento che sosteneva della cartellonistica di cantiere e hanno abbattuto l’ingresso». Così, anche coloro che nel tempo hanno valutato l’ipotesi di rianimare l’area e tentare l’avventura nel commercio si sono fatti da parte. «Vengono, guardano, chiedono e poi desistono», allarga le braccia sconsolata la proprietaria.

Il danno economico

Nel corso degli anni non è neppure servito abbassare le pretese. «Non si chiedeva tanto neppure prima, anche con la disponibilità a vendere», racconta Attilio Leva. «Considerando le difficoltà abbiamo però progressivamente abbassato il prezzo, senza trovare mai nessuno». Ma il loro ragionamento non è solo relativo al danno economico personale: «Anche i condomini sono esasperati e costantemente preoccupati. Non è bello tornare a casa e trovare persone che magari si ubriacano e diventano moleste, nonché pronte a minacciarti se osi dir loro qualcosa. Proprio non comprendiamo come sia possibile che nessuno sia riuscito a far nulla, visto che ci sono ordinanze e c’è la necessità di garantire sicurezza ai cittadini. A questo punto siamo davvero scoraggiati e non sappiamo cosa fare e a chi appellarci».

L’ultima spiaggia

In realtà a riaccendere la speranza sono state alcune mosse politiche fatte da Fratelli d’Italia in consiglio comunale. «Non ne sapevamo nulla – spiegano – ma pochi giorni fa abbiamo letto sulla Prealpina che avevano chiesto interventi ufficiali per questa situazione. Abbiamo anche chiesto di poter incontrare la loro consigliera Mariangela Buttiglieri per esprimerle il nostro grazie e il massimo appoggio, perché finalmente qualcuno si è accorto che qui le cose non vanno bene. E non da oggi».

Inquietudine enorme

In attesa che qualcosa magari si muova, tutti in via Miani riferiscono di un crescente disagio per questa convivenza forzata. C’è chi sottotraccia dice che qualche tempo fa una giovane che stava scendendo in garage abbia subito delle molestie da parte di qualche sbandato. In molti guardano con compassione agli operatori ecologici che «ogni mattina sono costretti a raccogliere un mare di schifezze, rendendo anche il loro lavoro disgustoso». E i cartoni di vino e le bottiglie di vetro sparpagliate o frantumate sono lì a testimoniarlo. Sono i resti di pomeriggi, serate e notti trascorse instancabilmente sul marciapiede. «Abbiamo provato anche a posizionare degli archetti sul davanzale delle vetrine – dicono i Leva – ma l’effetto è stato nullo e i danneggiamenti sono continuati».