Busto Arsizio & Gallarate – Patto tra i sindaciper snellire i bandi

La Prealpina - 16/02/2018

Firmare quel patto, che rinnova la collaborazione fra Busto Arsizio e Gallarate nella Centrale unica di committenza (Cuc) sui bandi di gara, rende soddisfatti entrambi i sindaci.

L’unica cosa che non convince Emanuele Antonelli, primo cittadino bustese, è «il fatto di dover venire fino a Gallarate per farlo, quando noi siamo indiscutibilmente la città più grande, più popolosa e più importante». E poi ironizza con il collega leghista Andrea Cassani: «Io la firma la metto per lavorare con te, ma vedo che la maggioranza continua a tenerti in bilico, non so se duri». Così accade alla sottoscrizione di una convenzione già siglata a fine 2015 dai predecessori Gigi Farioli ed Edoardo Guenzani.

«Da un lato c’è l’obbligo di legge di consorziarsi fra tutte le amministrazioni non capoluogo – spiega Cassani – ma il dato reale è che si tratta di una scelta oltremodo intelligente per agire assieme».

Un’unione di forze (aperta eventualmente ad altri Comuni più piccoli) che fonda le sue radici non tanto nella possibilità di risparmiare, bensì – come afferma Antonelli – «sul fatto che il personale di un singolo municipio è spesso poco per star dietro a tutto, fare i bandi assieme rende il sistema più fluido, facilita e velocizza le pratiche, permettere di pescare le migliori competenze nei rispettivi uffici». Insomma «io vedo solo benefici dal fatto di mettere assieme le energie e le competenze specifiche», aggiunge ancora il reggente della giunta di Busto Arsizio.

Intanto l’ultimo biennio ha mostrato il potenziale della Cuc su quattordici differenti pratiche. Si parla sia di servizi sia di opere pubbliche. La lista comprende per la Città dei Due Galli la manutenzione di alcuni edifici (per 700mila euro), lavori stradali (altri 700mila), fognari (200mila) e sullo storico Palazzo Minoletti (per 239mila), mentre per la piccola Manchester si possono citare le polizze assicurative (un milione e 350mila euro), la riqualificazione del centro polifunzionale di via Tasso (oltre 300mila) oppure la gara multilotto da 9 milioni e mezzo di euro per l’integrazione dei disabili. «Finora il patto ha funzionato», dicono i due in coro, ribadendo che hanno ormai instaurato un buon feeling.

Al punto che Antonelli può permettersi di punzecchiare ancora il collega Cassani sui tremolii politici della sua maggioranza: «Se ti fanno cadere e Gigi Farioli va a fare il senatore, ti prendo io a fare l’assessore». Cassani ribatte indicando un’altra preferenza: «Vengo a gestire il Palaghiaccio, tanto ormai a breve lo avrete finito. O no?».

Battute a parte, c’è la convinzione che l’unione degli uffici in base alla convenzione – che varrà per i prossimi tre anni – potrà solo far del bene. «Ancor più con un imminente governo a spinta leghista», sottolinea il sindaco di Gallarate. Ma Antonelli, in questo caso, lo guarda con l’aria di quello che non ci crede troppo.