Busto Arsizio Finale atteso: Accam attivo fino al 2027

La Prealpina - 22/11/2018

La partita di ieri si è giocata con il risultato già concordato nei giorni scorsi ed è finita come ci si aspettava: per la maggioranza dell’assemblea dei soci di Accam, infatti, l’inceneritore di Borsano deve continuare a vivere, almeno fino al 2027 (e non più fino al 2021), dando mandato al Cda presieduto da Laura Bordonaro di attuare il nuovo piano industriale. Nel confronto fra i 27 Comuni soci (ma solo quattro quinti hanno potuto votare, visto che gli altri sono arrivati senza un mandato del loro Consiglio comunale) ha spadroneggiato la triade degli azionisti maggiori composta da Busto Arsizio, Legnano e Gallarate. I rispettivi sindaci, infatti, in queste settimane sono riusciti ad ottenere il via libera per far slittare la chiusura di altri sei anni, con lo scopo di sanificare bilanci altrimenti preoccupanti. E ieri hanno fatto pendere le forze in maniera netta per la scelta di prosecuzione ad oltranza dell’incenerimento. Alla conta dei voti (azionari) hanno prevalso i favorevoli con il 59 per cento. E il tutto si è consumato in una assemblea che – sbagliando – si è deciso di tenere a porte chiuse, senza stampa né pubblico. Un errore per una faccenda tanto delicata come quella che tratta il rapporto fra rifiuti e ambiente, ancor più in una situazione che ormai poteva essere data per acquisita dalla notte prima, visto che l’assise bustocca si era espressa per conservare il suo impianto. Non che in Consiglio comunale fossero mancati gli attacchi: come lo sfogo dei 5 Stelle per il secco rifiuto a pensare un futuro fatto di riciclo e riuso («Senza ascoltare la gente, si vara un progetto diabolico», ha detto Luigi Genoni), la posizione ferma del gruppo misto («Ormai Accam è in fase pre-comatosa», ha affermato Diego Cornacchia), oppure la richiesta del Pd di non farne una questione di data, ma di prospettiva, cacciando il Cda e ripensando l’intero sistema, senza pregiudizi. «Invece – aveva chiosato la discussione Valerio Mariani – si butta la palla un po’ più in là senza sapere neppure dove andrà a finire, con la certezza che fra qualche anno saremo qui a riparlare ancora di chiusura sì o chiusura no». Ma il centrodestra in assemblea (cittadina e consorziale) ha tenuto. E dire che per il sindaco Emanuele Antonelli «sarebbe stato ancor meglio non mettere una scadenza all’impianto ma lavorare per un progetto innovativo di lunga durata». Per stavolta si è accontentato. Lo ha fatto a porte chiuse mentre fuori dai portoni del centro di smaltimento aspettava quasi rassegnato il verdetto un drappello di esponenti del M5S e del comitato ecologico borsanese. Pronti ad incassare una delusione ormai scontata.