Busto Arsizio FI e Lega ordinano il rientro in Sea

La Prealpina - 29/08/2017

«Rifletti Emanuele, se possibile fermiamo i motori per un nuovo decollo. Questo è un appello che faccio con la testa e col cuore». Forza Italia, a partire dai propri vertici provinciali, affida all’ex sindaco Gigi Farioli il compito di trasmettere al sindaco Antonelli la volontà del partito di bloccare la vendita delle azioni in Sea detenute dal Comune. E anche la Lega, l’altro pilastro della maggioranza che sostiene la giunta, formula lo stesso auspicio «tant’è che chiediamo di rallentare l’operazione e verificare tutti assieme la valenza della partecipazione», aggiunge il commissario della sezione padana Marco Colombo.

Insomma, dopo giorni di polemiche e imbarazzi, i due principali partiti di centrodestra hanno deciso di muoversi. E di indurre il primo cittadino a rivedere la scelta di disfarsi del pacchetto azionario in cambio di 600mila euro, trovando la maniera di bloccare un’asta ormai giunta a un passo dalla conclusione, magari ipotizzando di mantenere in municipio una piccola parte del già esiguo numero di azioni pur di difendere la rappresentatività sul tavolo aeroportuale.

In particolare sono i vertici forzisti ad aver rotto gli indugi, chiedendo a Farioli di dialogare con Antonelli per fargli digerire l’ordine. «Mi rivolgo a te in nome dell’amicizia e della stima che da sempre anima il nostro rapporto», attacca nella sua lettera aperta. «In questi giorni ho dovuto amaramente prendere atto del silenzio assordante di tutti i leader delle forze politiche e civiche di maggioranza e, in più, di un coro quasi unanime di critiche anche eccessive che tendono a fare della tua sperimentata professionalità, più che un valore aggiunto, un limite prospettico. Ma al coro non voglio unirmi».

Tuttavia, argomenta l’ex reggente di Palazzo Gilardoni, «in queste ore ho cercato di trovare dibattiti e discussioni che giustificassero tale dismissione. Non le ho trovate né come delibere di giunta né di consiglio. Ciò mi fa credere e sperare che ci sia ancora spazio per una riflessione che trova conforto anche nella verificata non condivisione di tale scelta con chi oggi in Forza Italia locale e provinciale ricopre ruoli di coordinamento e responsabilità. Infatti il capogruppo, il capodelegazione e il commissario, per di più incaricato delle partecipazioni comunali, affermano di non essere stati coinvolti in una scelta che non può essere derubricata a semplice determina dirigenziale, né può essere svilita fuori da un contesto strategico».

Insomma, se il sindaco ha agito da solo, ora gli altri puntano i piedi: «Onestà intellettuale mi impone di ricordare che non è in termini di diritto societario che pesa un’ininfluente partecipazione dello 0.05 %, ma è in termini politici strategici e di cerniera, così come sono certo che a MalpensaFiere tu voglia rilanciare nel convegno sul Referendum». Quindi prosegue: «Non possiamo dare alibi a chi potrebbe un domani ricordare che l’amministrazione ha fatto la stessa scelta dismissiva della Provincia. Questa scelta ha il dovere di essere in linea con una visione di Busto e del suo sviluppo che dimostri di fronte alle sempre più gravi e colpevoli politiche centraliste, che gli enti locali non si piegano al quotidiano o all’agonia differita». Insomma, «come JF Kennedy, anche Donald Trump potrà atterrare a Malpensa, magari mangiare una pizza in una rinomata pizzeria o una polenta e bruscitti. Ma ciò che mi interessa è che tu mi confermi di essere quello che conosco un bustocco vero come Enrico Dell’Acqua, con i piedi ben poggiati a terra ma la testa ampiamente sopra le nuvole per un nuovo rinascimento che abbia Busto tra i protagonisti».

Immagine suggestiva, ma per adeguarsi Antonelli deve convincersi di fare un passo indietro e rinunciare al tesoretto che ormai sentiva di avere in tasca.