Busto Arsizio Dal settore tessile alla plastica

La Prealpina - 08/01/2019

al tessile alla plastica, senza cedere troppo alla crisi. L’area industriale di Sacconago si converte a nuove funzioni ma non soccombe di fronte alle fatiche economiche legate alle scosse internazionali. La mappatura delle opportunità imprenditoriali realizzata dal Comune, in seguito a un bando apposito di Regione Lombardia, ha permesso di verificare che negli spazi industriali e artigiani presenti tra viale delle Industrie e via Stefano Ferrario sono tuttora attive 49 imprese e cinque cooperative.

Il bando AttrAct lanciato da Palazzo Lombardia prevedeva l’individuazione di aree da mettere a disposizione per nuovi insediamenti, rendendole attrattive, cosa che consente opportuni sgravi.

La mappa

«Per partire è stato necessario capire il quadro di riferimento, ovvero mappare l’esistente – spiega l’assessore all’urbanistica e vicesindaco Isabella Tovaglieri – A fronte della disponibilità di aree, vieni ritenuto meritevole o meno di essere aggiudicatario. Il finanziamento ottenuto, pari a centomila euro, era di fatto la parte meno allettante dell’adesione: quel che ci interessava era sfruttare la vetrina offerta da Regione, che mette gli spazi in rete in un circuito di portata internazionale. Essere presenti su quel portale significa poter sfruttare il flusso di informazioni generato e propagandare al meglio la nostra zona industriale, strizzando l’occhio agli investitori».

Compiere una ricognizione era, dunque, la prima tappa.

Aree libere o dismesse

«Le aree libere di proprietà comunale sono tre, ma non sono abbastanza grandi per essere appetibili. Abbiamo richieste per aree più estese – spiega Tovaglieri – La mappatura ha permesso di evidenziare anche lo stato delle aree private, sono state coinvolte le associazioni di categoria e l’ufficio tecnico. L’operazione serviva anche a chiarire se l’area di Sacconago dovesse essere ampliata o meno. È emerso che è dimensionalmente adeguata. Busto Arsizio ebbe un’intuizione lungimirante negli anni ‘70 quando, prima ancora della legge che imponeva una zona apposita per le industrie, consentì un insediamento produttivo e realizzò un’area enorme che non ha molti eguali. Risulta dimensionata anche per le attuali esigenze. Di recente ci sono stati casi di dismissioni anche importanti, ma il quadro non è drammatico».

Le imprese resistono

A quanto pare, le grandi aziende sono riuscite a mantenere le attività, magari frazionando la proprietà e assegnando le quote a imprese più piccole. «Non è emerso un quadro di pesanti dismissioni – dice il vicesindaco – È interessante capire come sia evoluta la situazione: tutto partì con cooperative artigiane, impegnate per lo più nel ramo tessile, adesso molti hanno convertito il processo produttivo in filiera per trattare la plastica. Del tessile è rimasta solo l’alta gamma».

Il Comune ha assegnato due suoi lotti nel 2018, per consentire l’ampliamento di due attività. «È stato un anno positivo, l’area di Sacconago è ancora viva e desta interesse – conclude Tovaglieri – Ora prendiamo spunto dal bando AttrAct per inserire sul sito comunale una banca dati per le aree pubbliche e private. Se dovesse affacciarsi un operatore che non gradisce l’area da noi messa a disposizione, potremmo indirizzarlo altrove sul territorio. Appena sarà compiuta la digitalizzazione delle pratiche realizzeremo una sezione dedicata, facilmente accessibile agli operatori. Delle nostre tre aree una è a disposizione della piattaforma regionale e conta quindi su sgravi fiscali».