Busto Arsizio Commercio «Trattati come Cenerentola»

«Piazza Garibaldi è la Cenerentola di Busto Arsizio. Le altre zone del centro sono curate nei minimi dettagli, noi siamo dimenticati. Sempre di più».

Alcuni commercianti della piazza da cui parte via Milano, la strada dello shopping cittadino, si uniscono al coro di quanti contestano un degrado crescente. E chiedono maggiore attenzione da parte del Comune.

«La differenza di trattamento appare ancora più stridente in questi giorni – dicono gli esercenti – Da un lato, balza subito agli occhi un bel centro, curato e decoroso, reso ancora migliore dagli allestimenti floreali della scorsa settimana. Un centro piacevole da vedere e da frequentare. Dall’altro c’è la nostra piazza Garibaldi e ci sorge il dubbio che forse la nostra povera cenerentola non faccia più parte del cuore di Busto oppure che questo si sia magicamente spostato in modo esclusivo nelle altre due piazze, Santa Maria e San Giovanni Battista».

L’elenco delle lamentele è lungo: «Quel che resta di uno spazio verde è totalmente abbandonato all’incuria più desolante; la fontana, che dovrebbe essere simbolo di prestigio, è a dir poco schifosa, piena di acqua putrida e rifiuti. Senza controllo da parte delle autorità preposte, assistiamo a ragazzi che giocano a calcio, che schiamazzano, che sentono musica a livelli veramente fastidiosi, ormai padroni indiscussi e liberi di fare qualunque cosa».

I commercianti chiedono un deciso intervento da parte di tutte le autorità competenti, «per ripristinare quell’equilibrio che da anni purtroppo in piazza Garibaldi è venuto a mancare, nonostante ripetuti appelli da parte nostra e di tanti bustesi. Aspettiamo fiduciosi, confidando in un repentino intervento».

Interpellata sulla serie di reclami, Veronica Colombo, che lavora nel negozio Hortonplaza del marito Cristian Zamarco, spera davvero che qualcuno ascolti: «Da anni protestiamo ma nessuno interviene e la fontana rimane uno scempio. Ci rispondono solo che non ci sono soldi, poi altrove spuntano archi di fiori, bici decorate, addobbi: la scusa dei fondi non vale più». La signora Colombo ha preso contatti con gli altri negozi e scritto l’appello condiviso. «Il degrado chiama degrado e ormai piazza Garibaldi è terra di nessuno, c’è chi fuma e beve in continuazione. Venerdì sono passate due volanti, hanno chiesto i documenti ai ragazzi e poi, quando se ne sono andate, tutto è tornato come prima. Questa era una delle piazze più belle. Il resto del centro è oggetto di costante attenzione, noi no. La fontana non si può rimuovere perché è frutto di donazione, ma se è così mi chiedo che rispetto si abbia di questa donazione. Vengono a pulire due volte all’anno, per il resto abbiamo bottiglie di birra, rane, zanzare e gente che sputa. L’area verde non è più verde e a Natale, mentre c’erano luminarie ovunque, noi avevamo un albero con due luci. Eppure paghiamo le tasse come tutti».