Busto Arsizio Centro pedonalizzato, nuovo round «Si dovrebbe chiudere ancora di più»

La Provincia Varese - 31/05/2017

Il “nodo” di piazza Santa Maria pedonale. «Dal popolo riscontri pazzeschi, ma non vogliamo penalizzare i commercianti» ammette il sindaco Emanuele Antonelli, che si impegna ad incontrare gli esercenti preoccupati di via Montebello. E l’architetto Augusto Spada “sfodera” una sua vecchia osservazione al Pgt: «Centro da pedonalizzare da piazza Garibaldi a piazza Manzoni». In pochi (ma molto interessati) alla serata organizzata da Legambiente da Boragno per discutere sulla pedonalizzazione, alla presenza dell’architetto Michela Fancello, esperta di mobilità sostenibile. Popolo o esercenti? Accompagnato dal vicesindaco e assessore al commercio Stefano Ferrario, dall’assessore all’urbanistica Isabella Tovaglieri e dal consigliere di maggioranza Roberto Ghidotti, si è presentato in sala, in una serata piena zeppa di impegni, anche il sindaco Antonelli, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito e sulla bocca di tutti in città. «La nostra filosofia è forzare la mano quando pensiamo di avere la soluzione migliore – le parole del primo cittadino – nel caso della pedonalizzazione, abbiamo avuto fin da subito pareri discordanti, soprattutto dai commercianti di via Montebello, ma anche un riscontro favorevole pazzesco da parte dei residenti». Un trade-off complesso per l’amministrazione, che ha prolungato la sperimentazione fino al 30 giugno: «Al popolo piace tantissimo e tutti vengono a chiedermi di non riaprire, ma mi darebbe fastidio se i commercianti stessero veramente subendo dei danni e delle penalizzazioni da questa modifica. Però vorrei dei dati certi su cui fare delle valutazioni». Così la rappresentante dei commercianti di via Montebello presente in sala ha subito “sparso la voce” tra i colleghi della via, chiedendo di documentare l’impatto della nuova viabilità sulle attività commerciali. Gli scenari «Servirebbero un monitoraggio trasparente e processi partecipativi, ma a Busto siamo sottozero» scuote la testa Vitaliano Caimi, del Nucleo Teatro dell’Oppresso. Per Andrea Barcucci, presidente di Legambiente, ci sarebbero tre “mosse” possibili per correggere i problemi emersi, partendo dal «punto fermo» della pedonalizzazione: introdurre anche in centro il modello del «giro dell’isolato in senso unico», «invertire il senso di marcia in via Cavallotti, con accesso da via Bramante» e potenziare il polo della sosta di via Einaudi-Lualdi con un «multipiano fuori terra». L’architetto Spada è ancor più drastico, e ricorda la sua osservazione al Pgt che proponeva la «pedonalizzazione da piazza Garibaldi a piazza Manzoni, con un anello per le auto lungo via Zappellini, viale della Gloria e via Mazzini e parcheggi esterni, dopo il pericolo scampato dell’autosilo in piazza Vittorio Emanuele». Cosa succederà? L’unica certezza è l’impegno dell’amministrazione ad ascoltare i negozianti