Busto Arsizio – Campanella per Reti

La Prealpina - 11/09/2020

– A Busto Arsizio suona la campanella di Piazza Affari. Ieri è stato il gran
giorno della quotazione di Reti, azienda di primo piano nel settore dell’IT Consulting: fondata 26 anni fa nel cuore di Busto (la sede si affaccia su via
Dante e via Mazzini), Reti è sbarcata ufficialmente sul listino di Aim Italia (composto dalle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita): un collocamento concluso con successo, per un importo totale di circa 2,9 milioni di euro.
«Lo consideriamo un nuovo punto di partenza – sorride il fondatore e Ceo Bruno Paneghini -. Non ci è mancato il coraggio. Chi ha deciso di quotarsi in quest’anno molto particolare ha dimostrato resilienza e capacità di trasformare un evento negativo in opportunità».

Bustese, 56 anni, Paneghini – dopo un’esperienza in Olivetti (durante la quale ha tenuto a battesimo l’M24, primo personal computer italiano)
– ha avuto nel 1994 l’idea visionaria di fondare Reti. Era da solo, all’epoca. Oggi la società conta 350 collaboratori (età media: 30 anni); nel 2019 ha fatto registrare ricavi per 21 milioni di euro (+ 10% rispetto all’anno precedente), con un ebitda (margine operativo lordo) di 2,2 milioni e un portafoglio di oltre 100 clienti.

Molteplici gli obiettivi della quotazione: dal potenziamento degli investimenti nella ricerca e sviluppo e nella formazione(«Cerchiamo sempre giovani talentuosi da inserire in azienda, in particolare manodopera tecnologica»), all’eventuale acquisizione di realtà più piccole. Ma lo sbarco di Reti sui mercati vuole essere anche un segnale per tutto il comparto tecnologico del nostro territorio: «A Busto Arsizio ci sono altre
aziende del nostro settore che avrebbero le potenzialità per entrare in Borsa – rimarca Paneghini -. Sarebbe molto bello dare vita a una Silicon Valley italiana nel Varesotto, in analogia con la Motor Valley emiliano-romagnola. I presupposti ci sono. Sono nato a Busto e mi piace vedere così tante eccellenze nella mia città».


Fiore all’occhiello e asset strategico di Reti è il Campus tecnologico, il centro di innovazione dove vengono sviluppati i progetti. «Un vero e proprio crocevia per clienti, partner, fornitori – aggiunge l’amministratore delegato -, emblema della volontà della società di aprirsi all’esterno e al territorio. L’azienda non può e non vuole chiudersi su stessa». La struttura da oltre 20 mila metri quadri che ospita Reti simboleggia perfettamente l’evoluzione dell’industria bustocca dal tessile all’high-tech e il digitale: la sede infatti si è sviluppata làdove un tempo sorgeva l’ex cotonificio Venzaghi.
Un vero e proprio laboratorio di innovazione, che oltre agli uffici lascia ampio spazio ai centri di formazione.

Il tutto in un contesto anche esteticamente affascinante, con le opere d’arte contemporanea (di cui Paneghini è collezionista) ad aggiungere
colore e bellezza a un’azienda proiettata nel futuro. Da ieri ancora di più.