Busto Arsizio – BAff, rinvio quasi certo. Scelta complicata

La Prealpina - 05/03/2020

Il rinvio è la cosa più plausibile, per varie ragioni: ospiti che arrivano da lontano e non avrebbero tanta voglia di entrare ora in Lombardia; studenti che, dopo avere perso tante settimane di lezioni, non potrebbero partecipare alle proiezioni del mattino; il divieto di assembramenti che non è chiaro quanto rimarrà in vigore. Il BA film festival, in programma dal 28 marzo al 4 aprile, molto probabilmente slitterà a data da destinarsi. Non è stata ancora presa la decisione definitiva ma è ormai chiaro che la soluzione non potrà che essere questa. «Continuiamo a discutere, dobbiamo decidere in accordo con le istituzioni, con il sindaco Emanuele Antonelli e con l’assessore Manuela Maffioli – spiega il presidente della BA Film Factory, Alessandro Munari – Dialoghiamo con chiunque sia coinvolto, cerchiamo di capire come si stiano mettendo le cose: inevitabilmente qualcosa andrà fatto. C’è nell’aria un divieto che terrà chiusi cinema e teatri, non possiamo decidere nulla che prescinda da questo. L’idea è di annunciare quel che faremo entro la fine della settimana». Trovare un’altra data non è semplice: «Deve andare bene al Comune, alle scuole, alle sale che ci ospitano, agli ospiti che avevamo contattato. Inoltre, non possiamo sovrapporci ad altre manifestazioni cinematografiche già in calendario in Italia, il gioco di incastro non è semplicissimo. È difficile decidere, come per molti altri nelle nostre condizioni. È un problema generale. Nessuno immaginava che la Lombardia potesse essere colpita in modo così serio». A Busto è una questione che coinvolge anche tutte le sale teatrali: la settimana che precede il Baff doveva essere caratterizzata dagli eventi della Festa del Teatro. Tutto è bloccato, non si sa per quanto. Stando ai dati diffusi in questi giorni, la perdita di incassi certificata da Agis supera gli undici milioni di euro. E pare sia una stima prudenziale. «A questi si aggiungono i mancati guadagni per i corsi di recitazione, le attività didattiche, i costi che le compagnie hanno sostenuto per le trasferte e che non verranno rimborsati – denuncia Luca Perego di +Europa Lombardia – Il settore spettacolo incide sull’immagine della cultura italiana e lombarda in particolare. Sono doverose misure economiche che lo sostengano, a tutela del Made in Italy».