Busto Arsizio – Anziani in crescita Sono oltre 20mila

E Busto toccò, per la prima volta nella storia, quota 25 per cento: un cittadino su quattro, come non era mai capitato in precedenza, è infatti over 65, cioè anziano. Dati aggiornati a un annetto fa, quindi c’è da presumere che gli oltre 20mila bustesi che sono entrati nella fase della pensione (in realtà una fetta di loro ancora lavora) siano cresciuti, adeguandosi a una statistica che vale su tutto il territorio italiano. Restando in città, però, basti sapere che la popolazione identificata nella categoria della terza età era composta dieci anni fa da 3mila persone in meno. E tutto ciò determina che l’età media dei residenti, sempre in proporzione al 2008, è aumentata di due anni, da 43,6 a 45,5.

La città insomma cambia e invecchia, dovendosi altresì strutturare per far fronte alle esigenze della popolazione avanti con gli anni, sempre più numerosa rispetto a quella dei bambini e degli adolescenti. Esiste l’indice di vecchiaia a monitorare questa proporzione fra antiche e nuove generazioni e anche qui, ancora compiendo un balzo di un decennio, questo elemento è passato da quota 163 (da intendersi come il numero degli over 65 per ogni cento over 14) sino a 182. Una situazione che si evidenzia anche nell’altro – forse ancor più emblematico – indice di dipendenza strutturale di Busto, chiamato a misurare quante siano le persone con i capelli bianchi rispetto a quelle che lavorano. Ebbene, se dieci calendari fa erano 53 i nonni in giro per il territorio mentre 100 persone erano impegnate al lavoro, adesso quella cifra è balzata a quota 60. Con tutto quello che ne consegue sia a livello di previdenza sociale che di necessità sanitarie.

D’altronde, senza bisogno di avventurarsi in tabelle e percentuali, basta andare a vedere le liste d’attesa nelle case di riposo per capire il pressing esercitato dalle mutate esigenze demografiche. All’istituto La Provvidenza, per citare la struttura più grande, chi richiede oggi di avere un posto letto si trova davanti oltre duecento persone. E non è un mistero che l’azione impostata dai Servizi sociali sia quella di favorire tutte le politiche che mantengano l’anziano in casa propria, soluzione preferibile (finché è possibile) da tutti i punti di vista.

Nota finale: a Busto, come è norma ovunque, la vecchiaia è soprattutto esperienza al femminile. Gli over 80, ad esempio, sono oltre 6mila, col 40 per cento di uomini. Fra gli over 90 sono poco più di un migliaio, e qui la parte maschile si riduce a un quarto. Ma non è una sorpresa.