Busto Arsizio – Ambulanti: «Blocco in Autolaghi con i nostri furgoni. Almeno ci noteranno»

La Prealpina - 08/01/2021

Ripartono i mercati, comprese le bancarelle non alimentari, ma gli ambulanti vedono il futuro nerissimo: «Lavorare è diventato impossibile: così non si può andare avanti». E qualcuno propone addirittura una
clamorosa protesta: bloccare coi furgoni l’autostrada per far arrivare il grido d’allarme fino al governo.
C’era poca gente ieri tra i vialetti del mercato di Busto. «Non c’è da meravigliarsi, ormai anche noi facciamo fatica a capire in quali giorni possiamo lavorare – allarga le braccia Gianluigi Sudati, venditore di
portafogli e cappelli -. Tra zone rosse, arancioni e gialle, ormai regna il caos. Sono rimasto fermo un sacco di tempo, avanti così e si fallisce. E pensare
che all’aperto il rischio di contagio è molto limitato».
Mohamed, titolare di una bancarella di abbigliamento, scuote mestamente il capo: «Non so ancora se sabato posso lavorare oppure no: vi sembra normale? Ogni sera mi tocca navigare in internet per vedere
cosa ha deciso il governo. Ditemi voi se si può essere sereni in queste condizioni. I clienti latitano. Molti non sanno come comportarsi e, nel dubbio, restano a casa». Anche davanti al truck dei polli allo spiedo, generalmente preso d’assalto dagli avventori, ieri mattina le persone si contavano sulle dita di una mano.
C’era un piccolo capannello solo davanti al banco di un ambulante straniero, che vendeva alcuni prodotti a 1 euro. Giorgio Aimar, fiduciario di Ascom Busto per il commercio sulle aree pubbliche, non nasconde la propria preoccupazione: «I nostri incassi sono calati come minimo del 50 per cento – spiega -, e per la categoria alla quale appartengo, quella degli alimentaristi, gli ostacoli sono all’ordine del giorno.
Programmare è impossibile. Facciamo le scorte col rischio di buttar via gli ordini se il governo decide di chiudere tutto». Anche Roberto Ricciardo fa notare la confusione babelica delle norme, che «rende la vita
impossibile a commercianti e clienti».
La situazione è esasperante al punto che Roberto Romagnolo, gestore di una bancarella di abbigliamento, si dice pronto a inscenare proteste plateali.
«So che altri colleghi, oltre a me, sono disposti a rallentare la circolazione in autostrada con i nostri furgoni. È il momento di agire: altrimenti, di questo passo chiuderemo tutti».