Busto Arsizio Al posto del Palaghiaccio un centro polifunzionale

La Prealpina - 23/06/2017

Per adesso è vietato parlare di ipotesi future su quello che avverrà nel contesto del Palaghiaccio, anche se la sentenza del Tar che ha tagliato fuori i privati che volevano finirlo e gestirlo, ha anche decretato che non si farà più. «Per ora non ho nulla da dire su questa vicenda, dal momento che prima voglio che finisca del tutto l’iter giudiziario», si limita a commentare il sindaco Emanuele Antonelli, conscio che il verdetto del tribunale amministrativo di Milano potrebbe essere comunque impugnato da chi non ha trovato soddisfazione fino a questo momento. «Comunque – chiosa – come la penso lo sapete già».

Infatti, fin da quando è diventato primo cittadino, Antonelli ha fatto sapere che il Palaghiaccio si sarebbe fatto solo se la legge avesse costretto il Comune a dar corso all’esito del bando di gara lanciato dalla precedente amministrazione. Ma i giudici hanno escluso la Vip Immobiliare dalla partita, avendo ritenuto la fideiussione falsa presentata all’atto della partecipazione al bando un elemento tale da revocare l’assegnazione della gara, senza consentire al concorrente (unico e quindi vincitore) di correre ai ripari.

Così, sebbene burocrazia e tempi tecnici impongano ancora un po’ di prudenza, in realtà dietro le quinte i ragionamenti politici sono cominciati. L’ipotesi più probabile è che Palazzo Gilardoni utilizzi i due milioni di euro custodi a bilancio per l’opera di Beata Giuliana, per sfruttare l’attuale scheletro murario che “guarda” sul Sempione per la creazione di un centro sportivo polifunzionale, cioè una spazio di medie dimensioni che allevierebbe la fame di strutture di molti club e consentirebbe di organizzare anche manifestazioni di intrattenimento.

Eppure Antonelli non ha ancora smesso di pensare che la tanto invocata palestra per la Pro Patria Ginnastica possa sorgere proprio lì. Infatti, anche se venisse confermato che il progetto finora sviluppato non sia più declinabile nella soluzione richiesta dalla società che conta 600 tesserati (da sempre rinchiusi nello scantinato di via Ariosto), allo stesso tempo non è da escludere che il Palaginnastica si possa costruire accanto, vista l’abbondanza di terreni. Se così non fosse, tornerebbe prepotentemente in auge l’idea di dar corpo al Palarotelle, dedicato invece ai tanti atleti e appassionati bustesi di pattinaggio artistico. Il tutto per dire che l’ipotesi del centro polifunzionale è aperta anche a questi sbocchi, da valutare – ed eventualmente mettere a punto – non appena la partita burocratica sarà del tutto completata.

Del Palaghiaccio, invece, nessuno sente più l’esigenza. Si guarda oltre e lo fa pure il Pd: «Sappiamo che da tempo – afferma Massimo Brugnone – si valuta la cittadella dello sport oppure un grande parco con questo spazio per gli eventi. A breve presenteremo una interrogazione per capire verso quale direzione la giunta voglia andare»