Busto Arsizio – Adesso Pedonalizziamo

La Prealpina - 01/07/2020

Il tema è di quelli che incendiano il dibattito. Perché parlare di ampliamento della zona pedonale a Busto Arsizio, significa anche mettere il dito nella piaga delle indeterminatezze accumulate negli anni, figlie di scontri continui fra visioni di città e aspettative di rilancio.

Ora Max Rogora, assessore leghista alla viabilità, riprende quell’argomento, illustra il suo sogno di «un centro cittadino più ampio e vivibile» e annuncia l’avvio di «un sondaggio fra le persone, che mi incarico di portare avanti personalmente sui social, per capire gli umori e raccogliere idee».

La strada non è proprio quella maestra, perché il discorso della Ztl apre le porte a un derby infinito fra tanti commissari tecnici della materia.


Le tre mosse chiave
Per circoscrivere il discorso e cavarci fuori qualcosa di concreto
negli ultimi dieci mesi di mandato, Rogora individua tre situazioni che, a
suo parere, ben si adeguano al momento.
In primis c’è il discorso di piazza Garibaldi, oggi in preda non tanto al traffico, quando ai vandalismi, e perciò dubbiosa sul fatto che lo stop alle auto possa davvero servire a dare una scossa oppure rischi di creare problemi maggiori. Poi c’è il sempiterno caso di piazza Trento e
Trieste, da dimezzare nelle ipotesi di percorribilità, quindi con il Monumento ai Caduti da togliere dal triste ruolo di spartitraffico. Infine c’è da capire cosa si voglia fare del completamento di piazza Santa Maria, dove tre anni fa bastarono dieci metri (certo strategici) interdetti alle auto per scatenare discussioni infinite.


Le resistenze e il piano
Ciò che l’assessore leghista si mette a fare ora, è anche un tentativo che va a scontrarsi con le prudenze estreme degli altri attori politici in campo, i quali vorrebbero evitarsi un mucchio di guai. Esita infatti la politica nel fare cambiamenti, perché scegliere significherebbe portarsi addosso critiche nel momento più delicato. Esitano le associazioni dei commercianti,
che di solito in queste situazioni sono chiamate a fare da filtro e poi si ritrovano le lagnanze di tutti gli associati da gestire.
Resta così Rogora autore di un’uscita in solitaria, il quale ha un’unica speranza: ovvero che la sua Lega gli dia il via libera per procedere, oggi che le condizioni la pongono in una posizione di forza.


Le prime soluzioni
Per quello che concerne tecnicamente l’intervento, per ora l’assessore non mette paletti, anche se la bozza dei progetti è già fissata nella sua mente. Per piazza Garibaldi si punta a chiudere la linea di passaggio fra gelateria e fontana, deviando tutti quelli che arrivano da via Galilei verso il Comune e ribaltando il senso unico del tratto più centrale di corso 20 Settembre. Ciò
porterebbe ad avere un senso unico verso piazza Trento, dove le macchine non dovrebbero più circondare il monumento ma potrebbero stare sul
lato del vecchio liceo, mentre chi arriva dal fronte opposto e mira al viale
della Gloria, si infilerebbe in via Correnti, a quel punto da ribaltare
anch’essa. Infine, per la zona del santuario di Santa Maria, al centro delle attenzioni c’è la Ztl in via Cavallotti e l’inversione di marcia in via Montebello. «Quel che conta – precisa Rogora – è provare ad ogni costo ad allargare il centro, magari con formule diverse fra giorni lavorati e
week end. Ma è giunta l’ora di tentare»