Buco in ProvinciaIndaga la Procura

Provinciadivarese.it - 01/03/2016

Sul vero o presunto buco finanziario di 50 milioni di euro che penalizza la Provincia di Varese si muove la Procura della Repubblica.

Un’indagine, confermata dai vertici di Villa Recalcati, che ha come obiettivo l’accertamento di eventuali reati di natura penale a fronte di un disavanzo enorme, peraltro oggetto di una pesante controversia politica nel merito della vicenda.

Da una parte l’attuale maggioranza di centrosinistra, che si è trovata a gestire la difficile situazione economica dopo le trasformazioni imposte e ancora in divenire per effetto della legge Delrio; dall’altra il centrodestra e, nella fattispecie la Lega nord, che riporta l’intera questione a mere situazioni contabili, affrancate da disattenzioni o, peggio, da imperizie imputabili a chicchessia.

Il risultato, secondo le notizie raccolte ieri, è l’apertura di un fascicolo negli uffici della Procura varesina e l’invio di informazioni di garanzia che riguarderebbero gli organi di controllo e alcuni tra i dirigenti che hanno redatto e avallato il bilancio di previsione incriminato.

Nessun politico, tanto meno il commissario Dario Galli, che ha governato l’ente nella fase di transizione tra il vecchio e il nuovo regime gestionale, sarebbe coinvolto.

«Quello che posso dire e che l’autorità giudiziaria ha fatto acquisire documenti negli uffici competenti» rivela Laura Cavallotti, sindaco Pd di Tradate e responsabile per la Provincia del bilancio. Da parte sua, Gunnar Vincenzi, il presidente democrat di Villa Recalcati, dichiara di essere a conoscenza dell’apertura di un fascicolo della procura a carico della Provincia, ma non va oltre.

«Per tutto il resto, parlerei solo per sentito dire. Comunque sia non mi sembra corretto che escano informazioni su indagini ancora in corso» puntualizza Vincenzi. Ma a Villa Recalcati il “sentito dire” è un tam tam diffuso e, su molti aspetti della faccenda, assolutamente preciso. Si fanno nomi e cognomi, si mettono a fuoco decisioni e procedure che sono (sarebbero) l’oggetto dell’indagine, ci si sbilancia in considerazioni politiche e giudiziarie che al momento lasciano il tempo che trovano. A chiamare in causa la magistratura ordinaria è, a quanto pare, la procura della Corte dei Conti, alla quale si erano rivolti Vincenzi e suoi colleghi amministratori appena individuato l’intoppo finanziario. Una atto dovuto, da cui si è generata la nuova inchiesta.

«Che il buco esista è un fatto acclarato» specifica Laura Cavallotti tornando su una querelle che ha tenuto banco a lungo negli ultimi mesi. Di più: «Tant’è vero che il deficit è stato riconosciuto dalla stessa Corte dei Conti, che ci ha chiesto di prenderne atto e agire di conseguenza. Stiamo parlando di una trentina di milioni di euro di residui attivi insussistenti, cioè che non esistono, che non sono recuperabili. Ripeto, residui insussitenti e non inesigibili. Questi sono da riferire alle tasse automobilistiche dovute alla Provincia. Per essere chiari: sono soldi messi a bilancio con una previsione di entrata sbagliatissima. Il resto della somma mancante riguarda la spending review: cioè, in bilancio non sono stati appostati i risparmi richiesti dal Governo. Ecco com’è nata la frittata. Con un’aggravante: la somma mancante, per una differenza operativa tecnica, è oggi di 54 milioni di euro, non più di 50».

A questo punto, la Provincia aveva davanti due strade: o dichiarare il dissesto o approntare un piano di recupero finanziario.

«Abbiamo responsabilmente scelto quest’ultima strada – spiega Gunnar Vincenzi -. Le nostre proposte, così come recentemente approvate, sono ora al vaglio della Corte dei Conti, che ci dirà se procedere oppure no. Come noto abbiamo intenzione di rinegoziare i mutui e di mettere in vendita parte del patrimonio, a cominciare dalle caserme dei vigili del fuoco di Varese e Gallarate e dalle caserme dei carabinieri di Busto Arsizio e Saronno. Le stesse opposizioni hanno in un certo senso confermato la necessità di rientrare dal deficit: una parte delle minoranze ci ha contestato solamente la scelta temporale: dieci anni invece dei possibili trenta per coprire il buco».

Le opposizioni, certo. Prima ancora, Dario Galli, presidente leghista e poi commissario di Villa Recalcati. Il suo commento? «Non sono a conoscenza di indagini giudiziarie in corso. Qual è il reato che verrebbe eventualmente ipotizzato? Quindi, non ho commenti da fare, ma solo una domanda: se in Provincia esistono debiti, come sostengono Gunnar Vincenzi e Laura Cavallotti, come mai nessun creditore si è ancora fatto avanti per essere pagato? Ogni altra considerazione al riguardo è nota: dovrei ripetere concetti già espressi più e più volte». La polemica continua.