Buco di quasi 94mila euro «I due Gal vanno liquidati»

La Prealpina - 01/05/2016

Liquidazione dei due enti e 94mila euro gettati al vento (e che non è ben chiaro chi dovrà rimborsare). Ammesso che tutto finisca lì e non vi siano strascichi giudiziari. L’assemblea di Comunità Montana Valli del Verbano è finita come la logica dei numeri voleva: con il via libera della maggioranza all’Atto di indirizzo in merito allo scioglimento anticipato e messa in liquidazione (come recitava l’unico punto all’ordine del giorno) dei due Gal della Montagna e del Luinese.

Motivo: il deficit finanziario (rispettivamente sopra 44mila e 49 mila euro) accumulato dai due Gruppi di azione locale, organismi di gestione del territorio su agricoltura, foreste e simili, varati all’interno dello stesso ente montano. La minoranza si è astenuta (ma non il comune di Azzio che ha votato insieme alla maggioranza) per quello che è sembrato un segnale di voler collaborare in un momento delicato nella vita della Comunità. Adesso la parola passa all’assemblea dei soci dei due Gal (enti pubblici e privati) convocata per oggi. «Non potevamo fare altrimenti» ha ribadito a più riprese il presidente dell’ente montano, Giorgio Piccolo. «La messa in liquidazione è un atto imposto dalla legge, ma comunque non esistono i presupposti per alcuna azione penale» ha aggiunto Luciano Pezza, assessore al Bilancio.

Preso atto delle dichiarazioni, la minoranza ha però virato sull’aspetto politico di una vicenda che ancora volta lascia l’amaro in bocca al cittadino comune, convinto che si tratti di un ulteriore esempio di sperpero di denaro pubblico. Il sindaco di Grantola, Ronzani, s’è detto «rammaricato per l’indisponibilità al confronto»; quello di Cassano, Magrini, ha puntato il dito contro «la mancanza di una strategia politica e di una vigilanza che avrebbe dovuto scattare già in agosto, quando la Regione ha tagliato i fondi mettendo a repentaglio gli stessi 8mila euro di stipendio mensile dei dipendenti»; il primo cittadino di Laveno, Ielmini, ha lamentato la «mancanza di attenzione nella gestione dei Gal» e ha chiosato con una battuta pittoresca: «Non si può fare la commissione a babbo morto: sarebbe stato un atto politico importante».

Il riferimento è alla commissione paritetica chiesta proprio dalla minoranza per cercare vie di soluzione alternative alla liquidazione: Piccolo ha promesso apertura in tal senso, ma solo dopo l’atto di indirizzo varato ieri e l’assemblea di oggi, dalla quale potrebbe emergere un dato capace di far arrabbiare ulteriormente le opposizioni: circola voce, infatti, che come “liquidatori fallimentari” possano essere eletti gli stessi presidenti dei Gal, Alessandro Casali e Roberto Morselli(entrambi in quota Lega Nord). Una sorta di “chi controlla chi.” Intanto la Regione si appresta ad azzerare (o a ridurre fortemente) la presenza dei Gal in Lombardia e ciò non fa altro che aggiungere un altro elemento di “dinamicità” in una situazione già precaria. Su tutto aleggia una domanda: a chi spetta ripianare i quasi 94mila euro di squilibrio fra entrate ed uscite?