Briciole dalla lotta all’evasione

La Prealpina - 19/12/2018

Solo quattro Comuni su 139 della provincia di Varese sono riusciti a recuperare risorse dall’evasione fiscale nazionale. E nell’elenco non figurerebbe il capoluogo. Un quadro negativo che emerge da un’elaborazione dei dati del Ministero dell’Interno a cura del Servizio Politiche Territoriali della Uil Lombardia. Ci si ricollega a una norma nazionale del 2010 stabilita dal Governo di allora per assicurare più fondi ai Comuni: i quali da quel momento hanno la possibilità di compartecipare al contrasto all’evasione fiscale con la garanzia di poter tenere per sé il 100% di quanto recuperato dei tributi nazionali inevasi (Irpef, Iva, Ires). Grazie agli accertamenti, insomma, le amministrazioni in perenne mancanza di fondi hanno un modo per rimpolpare le casse. Eppure pochissimi lo fanno.

«La situazione in Lombardia è a macchia di leopardo, anche se si nota purtroppo, rispetto agli anni scorsi, una costante diminuzione del numero dei Comuni che compartecipano al contrasto all’evasione fiscale e di conseguenza diminuiscono le cifre recuperate – commenta Danilo Margaritella, segretario generale della Uil Milano Lombardia -. La situazione è deludente, a parte qualche eccezione, perché i Comuni potrebbero fare molto e con i proventi diminuire ad esempio le tasse locali e ampliare i servizi ai cittadini, ma anche per una questione di equità e giustizia sociale. Certo non aiuta il condono che il Governo vuole varare e che vanificherebbe di fatto tutti gli sforzi di questi anni, anche dei Comuni, contro l’evasione e l’elusione fiscale».

Una posizione molto chiara da parte del sindacato, che traccia anche una mappa provincia per provincia. Il Varesotto, come detto, vede quattro Comuni coinvolti, con fondi esigui recuperati, appena 932 euro in totale (che comunque sommano un + 286.7% rispetto ai 241 euro del 2016 con una presenza in meno). Sempre secondo la Uil, il capoluogo aveva aderito in passato, in particolare nel 2015: partecipando all’iniziativa allora aveva recuperato 2.571 euro. Cifre ovviamente non altissime, ma comunque preziose per le attività quotidiane.

In generale, le somme spettanti quest’anno ai Comuni per la loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2017 ammontano in Lombardia a 4,949 milioni di euro, in diminuzione di circa 256 mila euro rispetto al 2016, il 4.9% in meno, prosegue la Uil. Milano è la Città Metropolitana italiana che nel 2017 ha avuto il risultato migliore a livello nazionale con 1 milione e 309 mila euro circa recuperati; dato però in calo rispetto al 2016 di 439 mila euro. Sempre restando nei Comuni della Città Metropolitana Milano, spicca il risultato ottenuto dal Comune di Baranzate che ha recuperato 271 mila euro. In Lombardia, sono stati 101 i Comuni (il 6.6%) ad aver attivato accertamenti per il contrasto all’evasione fiscale.

Per quanto riguarda le città capoluogo di provincia, questa è la situazione del 2017: Bergamo 505.448 euro (+ 127 mila euro rispetto al 2016), Brescia 96.616 euro ( – 24.386), Como 1.992 euro ( – 413 euro), Cremona 108.073 euro ( + 56.308 euro), Lodi 100 euro ( – 250 euro), Mantova 8.947 euro ( – 9.142 euro), Milano 1.308.977 euro ( – 439.089 euro), Monza 0 ( – 44.774 euro), Pavia 6.670 euro (+ 2399 euro), Sondrio 0 ( – 725 euro), Varese 0.

 

Segnalazioni effettuate

Come mai il capoluogo è a zero euro nel recupero dell’evasione fiscale nazionale? Da Palazzo Estense la replica è chiara: «Le segnalazioni di situazioni sospette sono state sempre fatte agli organismi competenti anche nel 2017, ma sono state tutte archiviate». Dunque alla base delle mancate risorse non c’è un deficit di comunicazione: e questa differenza spiegherebbe anche il diverso esito dei conti nelle altre province lombarde. Ecco perché in Comune si è deciso di concentrare la maggior parte degli sforzi sul recupero delle tasse locali: un filone molto più corposo e capace di riportare risorse nelle casse in sofferenza delle amministrazioni.