Brexit, Milano scippa Londra Si candida a capitale finanziaria

La Prealpina - 28/03/2017

Milano ha tutte le carte in regola per scippare a Londra il ruolo di capitale finanziaria mondiale, soprattutto nel dopo Brexit. Regione Lombardia ci crede. Il presidente Roberto Maroni e gli assessori della sua giunta, lo hanno detto in più occasioni . E ieri, l’assessore all’economia Massimo garavaglia, non solo ha confermato la candidatura della città, ma ha fatto un passo in più, mettendo sul piatto proposte e risorse. «Vogliamo scalare più velocemente gli indici di attrattività di Milano come centro finanziario, che oggi conta già 120.000 operatori nel settore – ha detto l’assessore aprendo un incontro a Palazzo Lombardia sul ruolo che Milano potrà avere nel dopo Brexit – la Regione può svolgere un ruolo da cabina di regia, insieme al Comun di Milano. Sul fronte del marketing possiamo fare molto. Possiamo fare una legge regionale per Milano come come polo di attrattività in ambito finanziario. Dopo le riforme intraprese dal governo e Parlamento su input del Comitato Select Milano, Milano è oggi una delle piazze finanziarie europee più competitive ».

E, ha aggiunto, c’è la controllata Finlombarda con cui «possiamo investire fino a 2 miliardi di euro per questo obiettivo». Un terzo intervento, ha detto l’assessore lombardo, è «a livello nazionale», dove ha auspicato norme a favore di Milano.

La partita, dunque, è aperta. E l’assist di Garavaglia è stato raccolto subito da Luigi Casero, vice ministro dell’Economia, presente al workshop milanese.

«Attirare a Milano gli istituti finanziari che decideranno di lasciare Londra per la Brexit – ha sottolineato – sicuramente è una partita complessa, perché ci sono diverse città europee che hanno la stessa ambizione. Ma Milano se la può giocare, unica città in Italia».

Casero ha invitato a tenere conto che «la partita deve essere a tutti i livelli istituzionali in modo da mettere assieme quante più forze possibili», attraverso un piano ad hoc. «Nel piano – ha concluso – bisogna tener conto che si possano inserire anche misure legislative».

Da parte sua Garavaglia ha voluto sottolineare i pregi di Milano. ««Bisogna agire sul marketing territoriale – ha detto – Da milanesi facciamo talvolta fatica a renderci conto di che cosa sia questa città: in due ore di auto si raggiunge il mare e in due ore di treno si arriva a Venezia o Firenze. Quindi non solo un distretto finanziario ma un posto dove si sta bene».

 

La città della Madonnina al 56° posto nel mondo

 

Milano non rientra nell’indice dei 21 centri finanziari del mondo (Global Financial Centres Index) accontentandosi della 56/a posizione, ma sconta alcune distrazioni degli investitori perché «ha grandi potenzialità» e, quindi, merita di più. Lo afferma Donato Iacovone, partner di Ey, già Ernst &Young, che ha partecipato ieri al convegno “Milano Capitale Europea della Finanza”.

Tra i punti di forza del Capoluogo Lombardo, secondo il manager, figurano l’appartenenza all’Italia che «rappresenta l’ottava economia al mondo e la terza in Europa», il «buon livello» di ricchezza privata, ed il fatto che l’Italia è «il miglior Paese al mondo per la facilità di commercio con l’estero secondo un rapporto della World Bank».

Milano poi offre «grandi opportunità turistiche», ha una «posizione geografica strategica» ed esportazioni che «pesano 1/4 del Pil, nonostante la storica dipendenza energetica dell’Italia dall’estero». Secondo Iacovone «queste buone cifre non trovano sempre una corrispondenza negli indicatori analizzati a livello mondiale». Questo in parte per «le debolezze strutturali» del Paese e in parte per «il basso grado di attenzione dedicato a studi e strumenti di analisi, spesso letti da investitori globali e che quindi possono influenzare le loro decisioni». Infine influisce, a suo dire, una «comunicazione non adeguata delle eccellenze italiane e dei punti di forza del Paese».