«Brexit, Milano ha le carte in regola per ospitare il Tribunale dei brevetti»

La Prealpina - 04/12/2018

Se la Brexit farà il suo corso, Milano è pronta a subentrare a Londra nell’ospitare una delle tre sedi del Tribunale europeo brevetti. Alla luce del convegno svoltosi ieri nell’aula magna di Palazzo di Giustizia, la candidatura milanese sembra trovare tutti d’accordo: magistrati, avvocati e istituzioni politiche. L’obiettivo è fare squadra com’era già successo nel caso della mancata assegnazione al capoluogo regionale dell’Agenzia europea del farmaco. Ovviamente, l’auspicio è che stavolta il finale sia diverso rispetto alla vicenda Ema e la candidatura della metropoli lombarda possa rivelarsi vincente.

«Ci sono molte buone ragioni giuridiche per ritenere impensabile che una delle tre sedi principali del Tribunale unificato dei brevetti, di prossima entrata in funzione contemporaneamente all’entrata in vigore del “Trattato sul brevetto unitario”, possa restare a Londra, insieme a quelle di Parigi e Monaco di Baviera», ha spiegato nel corso del suo intervento Remo Danovi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, il primo organismo a porre la questione del trasferimento. «Il Tribunale unificato dovrà applicare il diritto europeo, essere composto da funzionari e giudici cittadini dell’Unione europea, davanti a lui potranno intervenire avvocati dei Paesi dell’Unione. Se anche il trasferimento della sede non rientra formalmente nella Brexit – perché non è un’istituzione dell’Unione, ma è previsto da un trattato multilaterale – bisogna trarne le necessarie conseguenze. Tuttavia, su questa base giuridica s’innestano le ragioni e la forza della politica e delle istituzioni, le sole che possano imporsi».

Il governatore Fontana ha sposato senza esitazione la causa e punta a ricreare l’asse di positiva collaborazione attuata per la candidatura di Milano e Cortina alle Olimpiadi invernali 2026. «Credo che Milano possa essere la scelta migliore in assoluto, l’importante però è aver capito la lezione di Ema e, cioè, che per ottenere l’assegnazione del Tribunale europeo dei brevetti occorre la massima sinergia tra Regione, Comune di Milano, istituzioni, parlamentari europei e Governo. Deve essere chiara la nostra unità d’intenti», ha dichiarato l’avvocato varesino. Per poi aggiungere: «Come primo passo, suggerirò al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi di far inserire al più presto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea la questione del trasferimento del della sede del Tribunale dei brevetti da Londra a Milano». Il presidente della Corte d’Appello di Milano, Marina Tavassi, che ha contribuito alla definizione delle regole processuali del Tribunale unificato dei brevetti, si è dichiarata estremamente favorevole alla candidatura di Milano, ricordando che il capoluogo lombardo deposita ogni anno all’attuale ufficio europeo dei brevetti di Monaco il 20% delle domande italiane (890 su 4.352) e nell’ultimo anno ha registrato un positivo +4%.

Secondo il presidente Tavassi sarebbe già pronta anche la sede, individuata nella nuova palazzina di via San Barnaba – «più grande di quella di Londra. Ospitare una delle sedi europee del Tribunale dei brevetti (quella londinese ha una specifica competenza sui prodotti farmaceutici e per la cura della persona, ndr) aiuterebbe l’immagine del Paese, soprattutto in questo contesto storico.Perché ci porterebbe in una posizione di preminenza a livello europeo. Ci sarebbe vantaggio anche sotto il profilo economico, si parla di molte centinaia di milioni di euro di indotto annuo».