Brexit e Usa, due grandi incognite

L’Europa a confronto con un frammento, piccolo, di Europa: Varese. I rappresentanti del territorio, dai sindaci ai presidenti delle Comunità montane, dai vertici delle associazioni di categoria e dell’Università ai direttori dei mezzi d’informazione, hanno esternato il divario, a volte immenso, tra il basso e la cima (Bruxelles). Lo hanno rappresentato, come critica in chiave costruttiva, ai presidenti delle due assemblee europee che radunano le regioni: Raffaele Cattaneo eMarkku Markkula. Entrando nel dettaglio, uno dei temi che ha destato maggior interesse è quello della gestione dei fondi del programma 2015-2020.

Capitolo problemi: sono stati portati all’attenzione di Markkula quelli dei lavoratori frontalieri, delle piccole aziende, del mondo agricolo, dell’immigrazione. «Sono 50 miliardi all’anno – ha ricordato Cattaneo – i fondi europei destinati alle politiche di coesione, 3 miliardi vanno alla Lombardia e di questi infine 142 milioni vengono gestiti in provincia di Varese». Padrone di casa (Ville Ponti), il presidente della Camera di commercio, Giuseppe Albertini, che ha sottolineato come Varese resti «una delle punte dell’economia italiana, pur alle prese con le difficoltà che caratterizzano tutte le zone di nobile e antica industrializzazione».

Albertini ha quindi citato le bellezze ambientali, il prestigio delle università, il contributo scientifico e culturale che sa dare la provincia di Varese. E quindi Malpensa: «Tutte le principali capitali europee sono a poche ore di viaggio da no». «Chiedo pertanto a quest’assemblea di guardare con la giusta attenzione al pieno sviluppo dell’aeroporto di Malpensa, inteso come principale scalo dell’Europa Centro Meridionale». Fatta questa analisi, ecco gli scenari incerti: «La Brexit e le incognite collegate alla politica estera statunitense dopo le elezioni presidenziali, come si ripercuoteranno sull’economia varesina?»