Bradley J. Fischer: «Quanto abbiamo lavorato bene»

La Prealpina - 19/12/2016

Varese Tra i produttori di “Suspiria” c’è l’americana Mythology Etertainment. Il presidente Bradley J. Fischer, che tra gli altri film ha prodotto “Shutter Island” di Martin Scorsese, “Truth” di James Vanderbilt, ed è stato produttore esecutivo de “Il cigno nero” di Darren Aronofsky, ha trascorso parecchie settimane sul set di Varese.

«Era la prima volta che lavoravo su un set in Italia, ero venuto a Roma per la conferenza stampa di “Shutter Island“ molti anni fa. Avevamo girato a Boston, Roma era stata una tappa del roasdshow. Avevo viaggiato per l’Italia diverse volte in vacanza ma non ero mai stato a Varese».

Le è piaciuta?

«Sì, è un posto stupendo, mi piacerebbe ritornare. Nel periodo in cui sono rimasto a Varese ho lavorato così tanto che non sono riuscito a visitare i posti che ci sono nei dintorni. Avevo in programma di visitare diversi luoghi della regione ma non sono proprio riuscito a farlo».

Per cercare nuove location?

«Purtroppo non sono riuscito a fare scouting, da quando lavoro a “Suspiria” sono stato solo a Crema, dove abita Luca Guadagnino, e di Varese ho visto solo l’hotel Palace, il centro e il Campo dei Fiori dove abbiamo girato gli esterni, che tra l’altro era stato modificato ed era diventato la Berlino degli anni Settanta».

Come era la sua giornata tipo?

«Come produttore mi dovevo occupare di tantissime cose e che tutto funzionasse bene trovando soluzioni ad eventuali problemi. Insieme a Luca preparavo il programma della giornata e i turni delle comparse e degli attori. Ero una sorta di supervisore, sempre attivo. Andavo a dormire all’alba ma dovevo comunque alzarmi presto per riuscire a fare tutto quello che era necessario, utilizzando il tempo della pausa pranzo per le riunioni. Ho lavorato ininterrottamente cercando di dormire il meno possibile».

Come valuta questa esperienza?

«Varese è un posto stupendo per lavorare e anche per vivere. Abbiamo avuto un sostegno straordinario dalle istituzioni e dalla gente, spero di tornare a lavorare qui!».