Bottinelli: doppio commosso addio

Un immenso, doppio abbraccio, al funerale religioso e alla cerimonia civile che lo ha preceduto. Così Varese ha vissuto il giorno dell’ultimo saluto a Carlo Bottinelli. Prima delle esequie nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, i familiari, i colleghi di una vita e i tanti amici, hanno voluto un momento di commiato nella sede di Ascom , la casa dei commercianti varesini di cui Carlo Bottinelli è stato per molti anni guida e punto di riferimento. Lì, in via Valle Venosta, ieri mattina è stata allestita la camera ardente che si è trasformata in “tempio” quando la folla si è radunata e per l’addio hanno preso la parola l’attuale presidente dell’organizzzione di categoria, Giorgio Angelucci, e il figlio di Bottinelli, Paolo, frate francescano: «Un grande uomo – ha detto Angelucci – che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del commercio varesino, sempre con lo sguardo rivolto al futuro, la capacità di ascoltare e decidere, rispettando idee e interessi diversi. Ti abbiamo considerato come un padre, un maestro di vita con i tuoi profondi occhi azzurri, una persona pacata e gentile, ma allo stesso tempo determinata. La tua missione è andata oltre il ruolo dell’imprenditore, attraverso le tante iniziative sociali che hanno evidenziato la tua attenzione verso il prossimo. Ti ricordiamo orgoglioso ed entusiasta nell’inaugurare la nuova sede dell’associazione e nel guidarci a visitare qualche chiesa romana».

Il figlio Paolo ha ringraziato commosso «per l’affetto e l’accoglienza dimostrati, certo che nostro padre non si presenterà al Signore con le mani vuote, ma con le tante opere compiute per la città, la comunità e l’associazione». Tanto che, a rendergli omaggio, sia nella sede Ascom che poi nei funerali di Biumo Inferiore, gli spazi erano gremiti: tante le autorità presenti, dal sindaco Davide Galimberti al presidente della camera di commercio Fabio Lunghi. Ma anche e soprattutto semplici cittadini ad abbracciare la moglie Enrica e gli altri figli, Gianni e Alberto durante una cerimonia caratterizzata dalla sobrietà e dalla presenza di una trentina di sacerdoti sull’altare. «Carlo Bottinelli – ha ricordato durante l’omelia il parroco don Carlo Garavaglia – è stata una figura storica del commercio varesino, ma è stato soprattutto un uomo capace di portare un tocco di umanità nel mondo economico. Ha sempre messo al centro la persona e i rapporti con le persone, con discrezione, signorilità e con il suo sorriso. Ha concepito il lavoro come incontro, come un luogo di testimonianza e cultura del dialogo, così come richiamato sempre da papa Francesco». Anche per questo Carlo Bottinelli mancherà. A tanti.