Botteghe chiuse e locali sfitti Ecco gli incentivi per ripartire

La Prealpina - 23/11/2016

Una mappatura dei negozi vuoti, non utilizzati. Caselle rosse che colorano le zone del centro cittadino. Risaltano due vie: Robbioni, che collega il municipio all’isola pedonale, e Cairoli, a Biumo Inferiore. La crisi ha messo ko le botteghe, quelle tipicamente varesine, scoraggiando l’insediamento di nuove attività. Situazione irreversibile? Il Comune spera di no e infatti, grazie ad un bando regionale, mette in campo incentivi per riaprire appunto i negozi sfitti. Il progetto è stato presentato ieri mattina a Palazzo Estense dall’assessore al Commercio, Ivana Perusin, insieme ai partner che collaborano all’iniziativa.

Eccoli, con i rappresentanti che erano presenti ieri in municipio: Dino Vanetti della federazione degli agenti immobiliari; Marco Parravicini di Ascom; Alessandro Ceccoli del gruppo comunale che si occupa di marketing e attività produttive e di vendita; Andreina Zatta che, per conto dell’amministrazione comunale, ha studiato il bando regionale e predisposto la domanda di accesso ai fondi; Alessandro Milani di Aime, Claudio Verderio, di Ascom Fidi; Giulia Ribeiro e Luca Battistella di Wg art, associazione che valorizza gli aspetti creativi ed artistici; Luigi Trevisan di Ubi banca. La somma complessiva a disposizione è di 200.000 euro, di cui 100.000 dalla Regione, 50.000 dal Comune e i restanti 50.000 dai privati i cui progetti verranno finanziati al 50%. Sono tre gli ambiti intorno ai quali ruotano i contributi: strumenti per far incontrare la domanda e l’offerta di negozi da riaprire e qui l’assessore ha citato ad esempio un portale Internet; ristrutturazioni e allestimenti dei locali da parte dei commercianti che vogliono appunto “rinverdire” negozi sfitti; progetti di marketing legati sempre alle botteghe e pellicole per decorare le vetrine dei negozi che restano con la saracinesca abbassata. Il budget, come ammesso da Perusin e dai partner dell’iniziativa, non è ricco e andrà distribuito tra i progetti meritevoli dei privati. «Ma è un primo passo importante».

In sostanza, chi riaprirà un negozio chiuso da tempo potrà contare fino al 50% delle spese sostenute (entro un certo limite). Il bando regionale si chiuderà a metà febbraio per cui il Comune da marzo andrà a definire i criteri di elargizione dei contributi. Che non saranno a pioggia su tutto il centro ma concentrati sulle zone – come appunto via Robbioni e via Cairoli – dove ci sono più saracinesche abbassate. Nel capitolo “marketing” è inclusa anche, tra le iniziative meritevoli di “sovvenzioni”, anche la formazione. «Importante – ha spiegato Parravicini di Ascom – perché la crisi e la disoccupazione hanno indotto molte persone a buttarsi sull’apertura di un’attività senza avere adeguate conoscenze e preparazione». È chiaro che non verranno “premiate” le grandi catene, presenti in tutta Italia, ma negozi di commercianti locali, quelli insomma in via di estinzione.