Bossi chiude, già pagato il mese di luglio

La prima scadenza era fissata ieri alle 17 per il mese di luglio e presto sarà pagato anche agosto: un primo risultato dunque per i 32 lavoratori dell’azienda edile Bossi che ha annunciato la chiusura e il licenziamento collettivo di tutta la forza lavoro. Viene dunque assicurato il recupero delle due mensilità estive arretrate. I sindacati ieri sono stati convocati dalla proprietà insieme all’Associazione costruttori nella sede centrale a Gallarate ed è arrivata la buona notizia, pur in un quadro mesto per lo stop definitivo all’attività, fatta salva la conclusione di tutti i cantieri esistenti. Soddisfatti Stefano Rizzi della Cgil, Emanuele Russo della Feneal Uil e Luca Francioli della Filca Cisl. «Nell’incontro sono emerse queste novità importanti, cioè appunto la disponibilità dell’azienda a pagare la prima parte, luglio, con la promessa di rivederci a breve per la copertura di agosto – dicono -. Si tratta di una mensilità importante come quella che comprende la quattordicesima per gli impiegati o il recupero Irpef per chi ha 730 o ristrutturazioni. Quando torneremo a incontrarci, lo faremo a fronte di novità tecniche sulla richiesta di concordato presentata al Tribunale. Abbiamo anche deciso di fermare il presidio dei dipendenti all’arrivo della prima tranche e poi insieme decideremo come comportarci nel futuro». Certo, le organizzazioni hanno ribadito che purtroppo l’azienda chiuderà e tutti saranno licenziati, ma «almeno ci saranno garanzie per la fine dei cantieri, condizione indispensabile ed elemento centrale per concludere la vicenda evitando il fallimento – incalza la triade -. Per il resto siamo tutti consapevoli che la fine è segnata, ma siamo contenti dell’apertura dimostrata dall’azienda: non era affatto scontata in un momento così delicato. Sono state trovate delle risorse per saldare questa prima parte».