Bossi, 7 lettere di licenziamento

Ieri mattina la notifica di sette lettere di licenziamento ad altrettanti addetti, a seguire un’assemblea sindacale: la crisi del gruppo Grancasa tocca adesso anche lo storico centro commerciale “Bossi” fra Saronno e Gerenzano. Al complesso di via Clerici i residui dipendenti sono una sessantina dei 100 di qualche anno fa, perchè una parte sono confluiti in altre società, per effetto di cessioni di rami d’azienda.

«Sabato 22 giugno si era concluso, con un mancato accordo, l’iter al Ministero del lavoro e sviluppo economico riguardo il licenziamento collettivo chiesto da Grancasa – riepiloga il sindacalista Livio Muratore della Filcams, che sta seguendo la vicenda – Sapevamo che dopo quella data ogni giorno sarebbe stato possibile, per l’inoltro delle lettere licenziamento». E ora ne sono arrivate sette, anche se nella procedura si parlava di tredici, per quanto concerne Gerenzano, e quindi altre sei potrebbero essere in arrivo. «Ai dipendenti abbiamo spiegato la situazione ed abbiamo fornito la disponibilità del sindacato all’assistenza legale se vorranno impugnare i licenziamenti – spiega Muratore – Purtroppo Grancasa ha deciso di intraprendere questa strada, mentre noi avevamo auspicato scelte diverse, nessun licenziamento ma l’accompagnamento alla pensione, anche con buonuscite, dei lavoratori più anziani e che all’azienda costano di più. Mentre i licenziamenti hanno per adesso riguardato soprattutto i più giovani». Il celebre “Bossi” era stato acquisito tempo fa da Grancasa, che ha base a Legnano: «Negli ultimi quattro anni – ricorda il sindacalista – ci sono stati contratti di solidarietà mentre una volta esaurito questo tipo di ammortizzatore l’azienda ha aperto la procedura del licenziamento collettivo. Sappiamo delle difficoltà del gruppo, quello che ci lascia perplessi è che nel recente passato non si sia investito per rinnovare e rilanciare l’azienda, cambiando un format commerciale che funzionava negli anni ottanta e novanta ma che adesso non appare più attuale».